Settantacinque anni fa il Capo dello Stato raggiungeva la città simbolo dell’industria tessile varesina. Ad accoglierlo autorità, imprenditori e lavoratori, in un’Italia che cercava di risollevarsi dalle ferite della guerra.
BUSTO ARSIZIO – 11 ottobre 1951. Sono le otto del mattino quando alla stazione ferroviaria di Busto Arsizio arriva un treno speciale. A bordo c’è Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica Italiana, accompagnato dalle autorità del suo seguito.
È una giornata destinata a entrare nella memoria della città, che per alcune ore diventa protagonista di un importante appuntamento istituzionale.
Ad accogliere il Presidente vi sono il prefetto di Varese, il sindaco di Busto Arsizio, le autorità civili e militari e un picchetto d’onore.
Dopo i saluti ufficiali, Einaudi prende posto su una Fiat 2800 e si dirige verso il centro cittadino.
Una città orgogliosa della propria industria
Nel 1951 Busto Arsizio è uno dei principali poli industriali della Lombardia. La sua economia ruota attorno al settore tessile, che ha reso la città conosciuta ben oltre i confini provinciali.
Il Presidente arriva in occasione della Prima Mostra Nazionale del Cotone, del Rayon e delle Macchine Tessili, affiancata dalla Quinta Mostra Provinciale dell’Artigianato.
È un appuntamento che celebra la capacità produttiva di un territorio dove imprenditorialità, lavoro e innovazione rappresentano da generazioni gli elementi fondamentali dello sviluppo economico.
L’Italia è uscita dalla Seconda guerra mondiale da appena sei anni. Le ferite del conflitto sono ancora presenti, ma il Paese ha intrapreso un percorso di ricostruzione che, nel decennio successivo, lo porterà verso il cosiddetto miracolo economico.
In questo contesto, la visita del Capo dello Stato a Busto Arsizio assume un significato particolare.
Dalla stazione al Municipio, poi tra le eccellenze produttive
Il programma della mattinata è intenso.
Alle 8.25 Einaudi raggiunge il Municipio per incontrare le autorità cittadine. Poco dopo, alle 8.45, appone la propria firma nell’Albo d’Oro comunale, lasciando una testimonianza ufficiale della visita.
Alle 8.50 inizia il percorso attraverso le esposizioni dedicate al cotone e al rayon, seguito dalla visita alla Mostra delle Macchine Tessili, prevista alle 9.25.
Alle 9.55 è la volta della Mostra Provinciale dell’Artigianato.
Il Presidente può così conoscere da vicino le attività produttive che caratterizzano l’economia locale, in una città nella quale l’industria tessile costituisce non soltanto una fonte di ricchezza, ma anche una parte fondamentale dell’identità collettiva.
L’omaggio a Enrico Dell’Acqua e l’incontro con gli operai
Tra i momenti significativi della visita figura l’omaggio a Enrico Dell’Acqua, imprenditore bustocco considerato uno dei pionieri dell’espansione internazionale dell’industria cotoniera italiana.
Einaudi depone una corona d’alloro davanti al monumento a lui dedicato.
Ma uno dei passaggi più suggestivi della giornata è quello al Cotonificio Bustese, dove il Presidente giunge intorno alle 10.30.
Qui incontra i lavoratori dello stabilimento e si sofferma a stringere la mano agli operai più anziani.
È un gesto semplice, che acquista particolare valore nel contesto di un’Italia nella quale il lavoro industriale rappresenta uno dei principali motori della ripresa economica.
La visita all’ospedale e la partenza
Il programma prosegue alle 11.05 con una visita al Centro Tumori dell’Ospedale di Circolo.
Non soltanto industria e attività produttive, dunque, ma anche attenzione alle strutture sanitarie e assistenziali del territorio.
Alle 11.55 il Presidente fa ritorno alla stazione ferroviaria, concludendo una mattinata intensa che ha visto Busto Arsizio al centro dell’attenzione istituzionale nazionale.
Luigi Einaudi, il Presidente della ricostruzione
Nato nel 1874, Luigi Einaudi è una delle figure più autorevoli dell’Italia repubblicana.
Economista, docente universitario, giornalista e uomo politico, viene eletto Presidente della Repubblica l’11 maggio 1948, dopo aver ricoperto importanti incarichi economici e istituzionali.
Durante il suo mandato, che terminerà nel 1955, accompagna la giovane Repubblica in una fase delicata, caratterizzata dalla ricostruzione materiale del Paese e dal consolidamento delle istituzioni democratiche.
La sua visita a Busto Arsizio si inserisce proprio in questo periodo di trasformazione, quando le industrie del territorio varesino contribuiscono in maniera significativa alla ripresa dell’economia italiana.
Settantacinque anni dopo, una pagina da non dimenticare
Oggi, 11 ottobre 2026, ricorrono esattamente 75 anni da quella visita presidenziale.
Un avvenimento che testimonia l’importanza raggiunta da Busto Arsizio nel panorama industriale italiano del secondo dopoguerra.
La giornata è documentata negli archivi storici della Presidenza della Repubblica, che conservano il programma ufficiale degli spostamenti e degli incontri del Capo dello Stato.
Documenti che permettono ancora oggi di ricostruire quelle ore, restituendo alla memoria collettiva un episodio significativo della storia locale.
Perché la storia di Varese e della sua provincia non è fatta soltanto di grandi monumenti, personaggi illustri e tradizioni popolari, ma anche di giornate come quella dell’11 ottobre 1951, quando il Presidente della Repubblica arrivò in treno a Busto Arsizio per incontrare una città che lavorava, produceva e guardava al futuro.
Una pagina di storia bustocca che, settantacinque anni dopo, merita di essere ricordata.
