L’uomo è innanzitutto memoria. Il motivo principale della nascita de La Varese Nascosta e di VareSempre lo troviamo proprio nella necessità umana di portarla avanti.
Potrebbe sembrare una domanda banale, ma cos’è la memoria?
Ricordare le nostre origini, ovvero i luoghi nei quali siamo cresciuti e abbiamo costruito quel che siamo e, soprattutto, quello che vogliamo trasmettere al nostro prossimo.
Il senso di comunità, essenziale alla vita umana, si fonda sulla memoria condivisa.
Questa forza è rappresentata dagli insegnamenti che riceviamo e da quelli che a nostra volta diamo. La viviamo nella nostra quotidianità, la celebriamo nell’arte, la trasmettiamo ai nostri figli.
Memoria è la parola più importante emersa nell’incontro che ha visto La Varese Nascosta e il nostro giornale, VareSempre, ospiti della rassegna “Festival Teatro & Territorio”, giunto alla 31esima edizione, che porta la prestigiosa firma di Paolo Franzato, direttore artistico e culturale.
All’interno della Palazzina della Cultura “Salvatore Ferrara” di Porto Ceresio, il regista ha dialogato con il presidente de La Varese Nascosta ed editore di VareSempre Luigi Manco e il vicedirettore del giornale Marco Tavazzi.
Nel presentare l’attività ormai ultradecennale dell’associazione, Manco ha ricordato la figura centrale di Andrea Badoglio, fondatore insieme a lui de La Varese Nascosta, e come tutto sia nato in una serata estiva del 2015, da una discussione tra due amici e dall’umana curiosità di conoscere di più sulla propria città e sulla storia del territorio che viviamo.
«Vogliamo scoprire, ma sarebbe meglio dire riscoprire, fatti, eventi e soprattutto i protagonisti, che nel tempo sono stati dimenticati, ma che rappresentano le nostre origini, avendo contribuito a costruire quella che oggi è Varese» ha spiegato Manco.
«Il desiderio di conoscere la storia del territorio, quindi la nostra storia, ha subito catturato l’attenzione di tantissime persone – ha proseguito il presidente – la nostra realtà ha avuto un enorme seguito fin da subito, consentendoci di crescere e di portare avanti gli obiettivi dell’associazione con risultati notevoli».
La Varese Nascosta è quindi partita da un luogo d’incontro virtuale, Facebook, raccogliendo e divulgando notizie e curiosità, per poi dare vita anche a incontri ed eventi sul territorio.
L’anno scorso, esattamente a dieci anni dalla fondazione, l’associazione dà vita al proprio giornale, “VareSempre – La voce de La Varese Nascosta”.
Tavazzi ha sottolineato come «nel turbinoso mondo della comunicazione di oggi, dove il lettore è subissato da una quantità enorme e difficilmente gestibile di informazioni e di “dis-informazioni”, VareSempre vuole essere un punto fermo: raccontare la storia del territorio, tenere vive le tradizioni, dare voce alle persone che lo abitano. E, soprattutto, “fare pensiero”, nel senso di impegnarsi per accrescere la cultura condivisa di tutti. Fare pensiero vuol dire fare comunità nel modo più autentico. E noi abbiamo questa ambizione».
Il vicedirettore ha quindi ricordato – parlando di memoria e di tributo ai protagonisti del nostro territorio – Giovanni Bagaini, storico giornalista varesino e fondatore della “Cronaca Prealpina”, figura fondamentale per Varese e, in generale, per la storia del giornalismo anche oltre i nostri confini, al quale si deve la nascita della provincia di Varese, di cui l’anno prossimo ricorrerà il centenario.
«Bagaini ci ha insegnato un giornalismo che, pur privilegiando la cronaca rispetto all’opinionismo, ha in realtà svolto un ruolo molto più attivo della maggior parte degli organi di informazione della sua epoca e della nostra. La sua Cronaca Prealpina è stata protagonista e avanguardia della maggior parte delle battaglie per la crescita del territorio e della comunità, mostrando come il giornalismo possa essere strumento di miglioramento sociale e civile» ha aggiunto Tavazzi.










