Muore il 7 settembre 1968 Lucio Fontana
Dalle rive del Lago di Comabbio al gesto che ha cambiato l’arte del Novecento Il 19 febbraio 1899 nasce a Rosario (Argentina) Lucio Fontana: pittore, scultore e ceramista destinato a diventare il fondatore dello Spazialismo e uno dei nomi più riconoscibili dell’arte del secondo Novecento. Per il Varesotto, però, Fontana non è solo un grande artista “internazionale”: è anche una presenza concreta, familiare, radicata. Da ragazzo trascorre anni di studio in provincia di Varese, ospite di parenti a Castiglione Olona, e frequenta il Collegio “Torquato Tasso” a Biumo Inferiore (Varese).
È un primo filo, sottilissimo e già significativo, che unisce la sua formazione al territorio. Quel filo, decenni dopo, diventerà un nodo: nel 1968 Fontana si trasferisce a Comabbio, nella casa di famiglia, continuando a lavorare lì negli ultimi mesi della sua vita.
Muore il 7 settembre 1968, legando per sempre il suo nome al paese e alla provincia di Varese. Un artista tra due sponde: Argentina e Lombardia Le biografie più autorevoli ricordano l’origine “doppia” di Fontana: nato in Argentina da genitori di origine italiana, cresce con un’educazione che lo porta presto a studiare in Italia, dove matura i primi strumenti tecnici e culturali. Un dettaglio che parla direttamente al nostro territorio: in una biografia museale (Pinacoteca di Brera) si ricorda che il padre, Luigi Fontana, era emigrato da Varese in Sudamerica e che la vicenda familiare intreccia più volte il rientro in Italia e i legami locali. Pinacoteca di Brera Spazialismo: quando l’opera supera la cornice Fontana non cercò “solo” un nuovo stile: propose un cambio di prospettiva.
Lo Spazialismo nasce dall’esigenza di superare i confini tradizionali tra pittura e scultura e di pensare l’arte come esperienza che include spazio, tempo, luce, movimento.
Le basi teoriche vengono poste con il Manifiesto blanco (Buenos Aires, 1946) e poi con una serie di manifesti pubblicati una volta tornato a Milano dal 1947 in avanti. Non è un dettaglio accademico: è la chiave per capire perché, di fronte a un’opera di Fontana, non si sta guardando “una tela”, ma un varco. È qui che il gesto dei buchi e poi dei celebri tagli diventa coerente: non una provocazione fine a sé stessa, ma un modo di rendere visibile l’idea di oltrepassamento dello spazio pittorico.
Le opere simbolo: buchi, tagli, ambienti, neon
Quando si pensa a Lucio Fontana, l’immaginario corre subito ai Concetti spaziali: opere in cui la superficie viene traforata o incisa per aprire l’opera alla tridimensionalità. Musei e schede di collezione lo riportano con precisione, indicando anche la formula biografica ormai standard: “Rosario 1899 – Comabbio 1968”. Accanto ai celebri “tagli”, la ricerca di Fontana include anche sperimentazioni ambientali e interventi che dialogano con l’architettura e la luce.
Un esempio ormai iconico è la Struttura al neon per la IX Triennale di Milano (1951), citata tra le opere simbolo del Museo del Novecento, con deposito autorizzato dalla Fondazione Lucio Fontana.
L’ultimo studio a Comabbio: il Novecento che arriva sul lago Il dato più importante, per il nostro “Accadde oggi”, è netto e documentato: all’inizio del 1968 Fontana lascia lo studio milanese e si trasferisce a Comabbio (Varese), dove continua a lavorare.
La Fondazione (fonte primaria per biografia e archivio) lo ricostruisce esplicitamente, e Treccani conferma che si stabilì nella casa di famiglia a Comabbio, dove morì il 7 settembre 1968. È un passaggio che vale la pena sottolineare: il “maestro dei tagli” non conclude la propria parabola in una metropoli internazionale, ma in un comune della nostra provincia. E questo non riduce la sua dimensione globale: la rende, semmai, più vicina.
Perché Comabbio diventa una coordinata reale della storia dell’arte: non una nota a margine, ma un luogo che entra nella biografia di un protagonista assoluto del Novecento.
Un legame varesino da raccontare (senza retorica) Se si vuole raccontare Fontana in chiave varesina, i punti solidi e verificabili sono tre: Formazione giovanile in provincia di Varese (Castiglione Olona; Collegio Torquato Tasso a Biumo Inferiore).
Trasferimento finale a Comabbio nel 1968 dove moriva il 7 settembre 1968.
Fonti:
– fondazioneluciofontana.it – Treccani, voce Lucio Fontana (Enciclopedia)
– Pinacoteca di Brera, Biografia di Lucio Fontana – Museo del Novecento (Milano) – gallerieditalia.com – Gallerie d’Italia – Milano

