di Andrea Bortoluzzi
Domenica 20 settembre alle ore 11 nella Chiesa di Sant’Antonio alla Motta ne parla Andrea Spiriti
Nell’ambito del vasto e ricco programma di Italia Nostra dedicato alla Bellezza nell’anno dedicato a san Francesco negli 800 anni dal suo transito non poteva mancare una rivisitazione delle testimonianze francescane a Varese e dintorni.
A parlarne sarà domenica 20 settembre Ugo Spiriti, Ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi dell’Insubria e specialista di iconografia e di storia dell’arte lombarda.
La conferenza si tiene nell’imminenza della festa nazionale dedicata al Santo il 4 ottobre e e nel pieno degli eventi dedicati a lui e al movimento francescano su tutto il territorio nazionale.
Per quanto sia discussa la tradizione di un passaggio di san Francesco d’Assisi e di uno di sant’Antonio di Padova, l’attuale territorio provinciale di Varese conosce precoci insediamenti francescani: il primo è quello varesino del 1228, seguito da quello saronnese del 1230 e da quello gallaratese nel 1234. Su questi tre poli si gioca una presenza attiva sul territorio sotto forma di predicazione popolare e di iniziative benefiche; ma solo secoli dopo se ne aggiungeranno altre, come l’eremo di Castelseprio nel Quattrocento, le Clarisse di Bosto varesino nel 1499, l’Osservanza di Azzio Valcuvia (poi importantissima) nel 1615. Se le chiese e i conventi sono stati profondamente ripresi nei secoli dopo il Duecento e spesso distrutti, invece l’immagine dei santi francescani ha una precoce diffusione. I culmini sono l’intensa presenza di Francesco e di Ludovico di Tolosa nel Battistero varesino e quella singolare di Bernardino da Siena, il grande propugnatore dell’Osservanza, ad Aga Valcuvia.
Una occasione di rivisitazione e meditazione su testimonianze monumentali poco conosciute e valorizzate quella offerta dal Prof. Spiriti che vale la pena di ascoltare nella splendente Chiesa di Piazza della Motta.
