La piazza più antica di Varese

CANTON DE VARES – È la piazza più antica di Varese e un tempo era collocata “foris portas”: la porta della Motta sorgeva infatti all’inizio di via Carrobbio, di fronte all’edificio del Lyceum. Già mille anni fa, prima che fosse intitolata a Sant’Antonio Abate, vi si teneva il mercato a cui si aggiunse poi la fiera internazionale dei cavalli.

Su un rialzo del terreno (motta), fino al XIII secolo tenevano udienza ogni settimana i magistrati del Seprio, il Contado (contea) longobardo di cui Varese faceva parte. La chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate come la vediamo oggi è il rifacimento di un precedente oratorio ristrutturato da Giuseppe Bernasconi verso la fine del Cinquecento. La facciata è molto sobria mentre l’interno è riccamente decorato da affreschi rococò di Giovan Battista Ronchelli, inquadrati nelle finte architetture di Giuseppe Baroffio.

La vigilia del 17 gennaio, la festa del santo abate, sul sagrato viene acceso il falò, momento culminante della sagra, che contempla anche la benedizione degli animali, a cui i varesini partecipano in gran numero. Sull’altro lato della piazza sorge la bella casa seicentesca con le meridiane, che segnalavano il termine delle contrattazioni al mercato della Motta, e, sullo stesso lato, la moderna Casa Lonati. edificata negli Anni Trenta, una delle più pregevoli costruzioni civili del Ventennio. Anche le vecchie case che sorgono in via Montalbano, che dalla piazza sale al colle omonimo, risultano gradevoli per l’accurato restauro. Per finire una “chicca”: pochi sanno che i due snelli obelischi ai lati del cancello di Villa Mirabello erano gli gnomoni di altrettanti orologi solari che Ruggiero Boscovich, l‘astronomo fondatore dell’Osservatorio di Brera, aveva realizzato per Francesco III e collocato in due aiuole dei Giardini Estensi. Per nostra fortuna, del padre gesuita dalmata ci è rimasta la meridiana che decora la facciata interna di Palazzo Estense, sotto l’aquila ducale.