Il 24 settembre 2003 si spegneva don Mario Cortellezzi, figura indimenticabile della comunità di Bobbiate, il rione varesino che guidò come parroco per ben 36 anni, dal 1956 al 1992. Il suo lungo ministero fu non solo un servizio religioso, ma anche un’autentica reggenza civile, capace di accompagnare e indirizzare la trasformazione di Bobbiate da borgo agricolo a moderno quartiere residenziale.
Nato a Mozzate nel 1926, ordinato sacerdote nel 1949 dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, don Mario visse la sua prima esperienza pastorale a Segrate, come coadiutore. Ma il suo destino si intrecciò ben presto con Bobbiate, dove fece solenne ingresso il 7 ottobre 1956. Da quel giorno iniziò un’opera pastorale e civile che avrebbe segnato profondamente il volto del rione.
Il segno più visibile del suo ministero fu la nuova chiesa, progettata dall’architetto Bruno Ravasi e inaugurata simbolicamente la notte di Natale del 1964. Un edificio moderno, in mattoni rossi, che seppe accogliere la crescita demografica e urbanistica del quartiere, senza cancellare la memoria della vecchia parrocchiale di San Grato. Con quella scelta, don Mario non si limitò a costruire mura, ma offrì una casa spirituale a una comunità che stava mutando identità.
La sua opera non si esaurì nell’ambito religioso: i bobbiatesi lo definirono “parroco-sindaco”, perché seppe interpretare le istanze dei cittadini con la stessa tenacia di un amministratore politico. Grazie alla sua costante pressione sulle istituzioni cittadine, Bobbiate ottenne interventi significativi, come la scuola elementare moderna, l’ufficio postale, il miglioramento della viabilità. Si potrebbe dire che, dopo la perdita del municipio nel 1927, con l’aggregazione a Varese, Bobbiate ritrovò in lui un punto di riferimento forte e coeso.
Attento anche alla dimensione culturale e comunicativa, don Mario fondò il giornale L’Atomo, una testata che superava i confini del semplice bollettino parrocchiale, trasformandosi in luogo di confronto e dibattito. Moderno nello stile grafico e coraggioso nei contenuti, il periodico diede voce alle diverse anime di Bobbiate, facilitando l’integrazione tra i residenti storici e i nuovi abitanti arrivati negli anni del boom edilizio.
Dopo il 1992, lasciata la sua amata parrocchia, don Mario fu nominato arciprete di Santa Maria del Monte, un incarico prestigioso e impegnativo che svolse con la consueta dedizione fino al 2002. Proprio nella casa parrocchiale del Sacro Monte fu colpito da un infarto, il 24 settembre 2003, poco prima di compiere 78 anni.
Oggi una via di Bobbiate porta il suo nome, a pochi passi dalla chiesa che volle e che consacrò nella notte più simbolica dell’anno, quella del Natale. È un piccolo segno urbano, ma dal valore altissimo: ogni volta che qualcuno percorre quella strada, si rinnova la memoria di un sacerdote che seppe essere guida spirituale, promotore civile e custode del legame tra tradizione e modernità.
Don Mario Cortellezzi rimane così una figura che unisce due piani: quello della fede vissuta con dedizione, e quello della cittadinanza attiva, capace di trasformare la comunità non solo nelle anime, ma anche nelle strade, nelle scuole, nelle case. Una vera “strada della memoria” che ancora oggi parla di lui.


