Il 2 ottobre 1957 si spegneva a Varese Luigi Ganna, primo vincitore del Giro d’Italia e protagonista del ciclismo delle origini. La sua storia racconta un’epoca di strade dissestate, biciclette pesanti e imprese costruite con la forza delle gambe e la tenacia.
Nato a Induno Olona il 1° dicembre 1883 in una famiglia contadina, lavorava come muratore. La bicicletta gli serviva per raggiungere i cantieri di Milano: quei lunghi tragitti quotidiani furono il suo primo allenamento. Dalle gare dilettantistiche arrivò al ciclismo professionistico, conquistando un contratto con la Bianchi.
La capacità di resistere alla pioggia e alle strade più difficili gli valse il soprannome di “Re del fango”. Nel 1909, con la maglia dell’Atala, vinse la Milano-Sanremo e la prima edizione del Giro d’Italia, entrando per sempre nella storia dello sport italiano.
L’anno precedente aveva stabilito al velodromo di Porta Ticinese, a Milano, il record italiano dell’ora: 40,405 chilometri. È proprio questa distanza a dare il titolo al libro 40,405. Vita e imprese di Luigi Ganna, scritto da Stefania Bardelli, che ne ripercorre le vicende sportive e familiari.
Alla sua vittoria al Giro è legata anche la celebre battuta, tramandata in diverse versioni dialettali, con cui avrebbe risposto a chi gli chiedeva le prime impressioni: «Me brüsa ’l cü!». Poche parole che restituiscono tutta la schiettezza del personaggio e la fatica di quel ciclismo pionieristico.

Ganna seppe poi trasformare i successi sportivi in un’attività imprenditoriale, costruendo biciclette e, successivamente, motociclette. Il suo marchio accompagnò altri campioni: nel 1951 Fiorenzo Magni vinse il Giro d’Italia su una Ganna. Luigi rimase attivo nell’impresa fino alla morte; dopo di lui, le redini passarono al figlio Tino.
La sua eredità continua anche attraverso i più piccoli. Nel 2025 è rinata la Squadra Ganna, dedicata al ciclismo giovanile e alla categoria Giovanissimi: un progetto che porta il suo nome sulle maglie blu di una nuova generazione di corridori.
Dalle strade di fango ai sogni dei Giovanissimi: il nome di Luigi Ganna continua a pedalare.

