Varese inaugura il Teatro Ducale

Da palazzo nobiliare a convento, poi teatro e caserma: la storia di un edificio scomparso che custodisce le origini della vita teatrale varesina.

Il 4 ottobre 1779 Varese celebrava l’inaugurazione ufficiale del Teatro Ducale, ricavato all’interno di Palazzo Griffi, nell’area dell’attuale piazza della Repubblica. Una data importante per la storia culturale del borgo, dove rappresentazioni operistiche erano già documentate dal 1776.

Secondo le ricerche storiche storiche, la serata inaugurale fu organizzata in occasione dell’onomastico di Francesco III d’Este, duca di Modena e Reggio e signore di Varese. Il duca, ormai anziano e malato, non partecipò, nonostante la sua passione per il teatro.

Sempre nella ricostruzione, durante gli spettacoli erano disponibili una sala da gioco e una bottiglieria: il teatro settecentesco era anche un luogo d’incontro, dove alla musica si accompagnavano conversazioni e occasioni di svago.

L’edificio aveva alle spalle una lunga storia. Costruito nel Quattrocento dalla famiglia Griffi, era conosciuto dai varesini semplicemente come “il Palazzo”. Passò successivamente ai Vestarini, ai Visconti, ai Besozzi e al marchese Casnedi. Nel 1734 venne adattato a convento dei padri Gerolimini; dopo la soppressione dell’ordine, nel 1771, Francesco III favorì la sua destinazione teatrale.

La stagione del Ducale durò poco più di un decennio. Conclusa la sua attività, la tradizione degli spettacoli proseguì nel Teatro Sociale, aperto nel 1791. Palazzo Griffi fu invece destinato all’alloggiamento dei militari e divenne, nel linguaggio cittadino, “il Quartiere”.

Nel 1867 il palazzo venne demolito per fare spazio alla piazza d’armi e al mercato del bestiame. Dell’edificio sopravvive una finestra gotica in cotto, segnalata nelle raccolte dei Musei civici di Villa Mirabello: una testimonianza materiale di uno dei palazzi più ammirati della Varese antica.

Ricordare il Teatro Ducale significa ritrovare un capitolo della città scomparsa: quella Varese che, nel Settecento, cominciava a dare alla musica e agli spettacoli uno spazio stabile nella propria vita culturale.

Fonte di partenza:
ricerche storiche di Fausto Bonoldi e Fernando Cova

Riscontri: ricostruzioni di Palazzo Griffi pubblicate su VareSempre e VareseNews; banca dati Corago dell’Università di Bologna.