La 103ª edizione maschile venne annullata dopo quasi 58 chilometri. La francese Cédrine Kerbaol riuscì invece a vincere la prova femminile. Una giornata particolare nella storia della classica varesina, nata nel 1919.
L’8 ottobre 2024 la Tre Valli Varesine dovette arrendersi al maltempo. La pioggia insistente e le condizioni delle strade impedirono di portare a termine la 103ª edizione della gara maschile: una decisione sofferta, presa per tutelare la sicurezza dei corridori.
Gli organizzatori avevano già ridotto il percorso da 200,3 a 168,3 chilometri, eliminando due giri del circuito cittadino. Ma il provvedimento non bastò: dopo 57,9 chilometri la corsa venne fermata e definitivamente annullata, senza assegnare la vittoria.
La prova femminile, disputata nella stessa giornata e anch’essa accorciata, riuscì invece a concludersi. Sotto la pioggia vinse la francese Cédrine Kerbaol, che precedette di tredici secondi l’italiana Silvia Persico.
Per comprendere quanto questa corsa appartenga alla memoria del territorio bisogna tornare a oltre un secolo prima, quando la Tre Valli era ancora una scommessa sostenuta da pochi appassionati.
La prima edizione del Circuito delle Tre Valli Varesine si disputò il 22 giugno 1919 e fu vinta da Pietro Bestetti. La Società Ciclistica Alfredo Binda, oggi indissolubilmente legata alla manifestazione, ne assunse l’organizzazione nel 1929, anno in cui la gara venne riservata ai professionisti. Nel tempo, partenze, arrivi e percorsi avrebbero coinvolto numerose località del Varesotto, trasformando la competizione in una festa sportiva diffusa.
Le origini conservano anche un curioso aneddoto, riportato dal Museo del Ciclismo. Alla vigilia della prima edizione, il cassiere Gorla disponeva di circa duecento lire, mentre il premio principale ne richiedeva centoquaranta. La ricerca di un finanziatore sembrava non dare risultati.
La soluzione sarebbe arrivata attraverso un annuncio sulla Cronaca Prealpina, che attribuiva al giornale il dono di una medaglia d’oro. Secondo il racconto, il direttore Giovanni Bagaini e l’amministrazione non erano stati informati: la promessa pubblicata avrebbe però reso difficile tirarsi indietro. Un episodio da tramandare con la cautela dovuta agli aneddoti, ma capace di restituire lo spirito intraprendente di quei primi organizzatori. Alla partenza si presentarono ventisette corridori.
Da quelle origini modeste nacque una corsa destinata ad accogliere i grandi protagonisti del ciclismo. Gino Bartali vinse nel 1938, mentre Fausto Coppi si impose nel 1941. Dopo il successo di Luciano Succi nel 1942, la guerra impedì lo svolgimento delle edizioni del 1943 e del 1944. La ripresa arrivò nel 1945, con la vittoria di Adolfo Leoni, davanti a Mario Ricci e Bartali.
Tra gli episodi ricordati dal Museo del Ciclismo figurano Bartali al traguardo del 1938 con il pedale destro perduto nel finale e il discusso sprint del 1948, nel quale Coppi prevalse sul rivale in viale Ippodromo. Nel 1955 fu ancora Coppi a vincere, questa volta in una particolare edizione disputata a cronometro, conquistando anche la maglia di campione italiano.
L’8 ottobre 2024, invece, nell’albo d’oro maschile non entrò alcun nome. Restò il ricordo dei corridori sotto il diluvio, dell’attesa del pubblico e di una scelta necessaria: fermarsi quando le condizioni non consentivano più di correre in sicurezza.
Anche quella giornata appartiene alla storia della Tre Valli Varesine, insieme alle vittorie, alle rivalità e alle generazioni di appassionati che hanno accompagnato la corsa sulle strade della nostra provincia.




