L’importante, in ogni azione, è metterci la faccia. Secondo noi, è ancora più importante metterci la firma.
Nel DNA del nostro giornale non c’è soltanto il reportage, la diffusione delle notizie, ma la costruzione di momenti di confronto e riflessione che servano a coltivare e difendere la nostra umanità, nel significato profondo del termine latino di humanitas.
Come giornalisti, ma prima ancora come esseri umani, il nostro compito è quello di partecipare alla crescita morale e civile della cittadinanza. Sì, sono termini altisonanti, che messi giù così potrebbero sembrare pretenziosi, ma il giornalismo, se vuole essere autentico, questo deve rappresentare: strumento di crescita per le persone.
E quindi il nostro giornalismo è anche attivismo comunitario, nello spirito bagainiano* più autentico.
“Ci metto la firma”. Il valore del giornalismo nell’epoca dei social e degli influencer, evento ospitato all’interno della Fiera di Varese a metà settembre, organizzato dal nostro giornale, dall’associazione La Varese Nascosta e da Varesinando, e in collaborazione con Confesercenti Varese, durante il quale abbiamo esplorato il valore del giornalismo al giorno d’oggi, il suo ruolo nella società e come si rapporta con le nuove tecnologie, ha voluto rappresentare un momento di riflessione profondo nell’ottica di quanto detto qui sopra.
All’evento è intervenuto anche il Presidente di Corecom Lombardia Cesare Gariboldi.
Perché parlare, a distanza di un mese, di quest’evento?
Forse un po’ per provocazione, per andare contro le leggi della notizia che dev’essere sempre temporalmente vicina, altrimenti va in scadenza.
Ma, soprattutto, perché l’incontro non è stato un punto d’arrivo, ma un inizio per tenere alta l’attenzione sul compito del giornalismo oggi, sul valore che la parola scritta rappresenta per tenere viva, forte e indipendente la coscienza umana.
* Giovanni Bagaini, fondatore della Cronaca Prealpina, scriveva nell’editoriale del primo numero: «… siamo convinti che unico programma di un giornale purchessìa debba essere quello di dire la verità sempre e a chiunque e di usare giustizia a tutti e per necessaria conseguenza di non essere l’emanazione assoluta di un partito o di una casta…».











