Guido Morselli, lo scrittore visionario di Varese

Il 31 luglio 1973 si spegneva a Varese, all’età di 60 anni, Guido Morselli (Bologna, 15 agosto 1912 – Varese, 31 luglio 1973), uno degli scrittori più originali, profondi e visionari della letteratura italiana del Novecento. La sua scomparsa, avvenuta nella villa di famiglia in via Limido, segnò la fine di una vita appartata e tormentata, ma l’inizio di una straordinaria fortuna letteraria.

Figlio di una famiglia benestante, Morselli scelse un’esistenza lontana dai salotti culturali e dalle mode del tempo. Visse per molti anni tra Varese e Gavirate, dedicandosi quasi esclusivamente alla scrittura. Le sue giornate erano scandite da lunghe passeggiate nei boschi del Varesotto, dalla lettura e da un intenso lavoro creativo, condotto con rigore e assoluta indipendenza di pensiero.

Nonostante il grande valore delle sue opere, durante la sua vita i suoi romanzi vennero respinti da numerose case editrici. Questo continuo rifiuto rappresentò per lui una profonda delusione. Eppure Morselli non smise mai di scrivere, dando vita a romanzi di sorprendente modernità, capaci di affrontare temi filosofici, politici e sociali con uno stile limpido, ironico e visionario.

Dopo la sua morte, la casa editrice Adelphi iniziò a pubblicare i suoi manoscritti, rivelando al pubblico uno scrittore straordinario. Tra le opere più celebri figurano “Roma senza papa”, una brillante ucronia sulla Chiesa del futuro; “Contro-passato prossimo”, che immagina un diverso esito della Prima guerra mondiale; “Il comunista”, raffinata riflessione politica; e soprattutto “Dissipatio H.G.”, considerato il suo capolavoro, romanzo filosofico in cui il protagonista si ritrova improvvisamente solo in un mondo dal quale l’intera umanità è misteriosamente scomparsa.

Oggi Guido Morselli è riconosciuto come uno dei maggiori autori italiani del secondo Novecento. Le sue opere sono studiate nelle università, tradotte in numerose lingue e continuamente riscoperte da nuovi lettori. La sua capacità di anticipare temi ancora attuali – dalla crisi della società moderna all’alienazione dell’uomo contemporaneo – rende i suoi libri sorprendentemente moderni.

Il legame con Varese rimane fortissimo. Qui trascorse gran parte della sua vita, qui nacquero molte delle sue pagine più importanti e qui riposano anche i ricordi di uno scrittore che fece del silenzio e della riflessione la propria cifra stilistica.

Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, nel 2023, numerosi studiosi e scrittori – tra cui Linda Terziroli, Sandro Terziroli, Silvio Raffo, Fabio Pierangeli e Giuseppe Terziroli – hanno ricordato la sua figura con articoli, incontri e approfondimenti, contribuendo a far conoscere ancora di più un autore che il tempo ha definitivamente consacrato tra i grandi della letteratura italiana.

A oltre mezzo secolo dalla sua morte, Guido Morselli continua a ricordarci che il vero valore di un’opera non sempre viene riconosciuto nell’immediato. Talvolta è il tempo, il più severo dei critici, a rendere giustizia ai grandi talenti. E il tempo ha dato pienamente ragione a questo straordinario scrittore che, tra le colline di Varese, seppe immaginare il futuro come pochi altri.