Il via libera alla nuova sede dell’Istituto Tecnico Industriale di Varese

Settantadue anni fa il Ministero della Pubblica Istruzione approvava il progetto della nuova sede dell’Istituto Tecnico Industriale di Varese. Una data che racconta anche la crescita di una provincia nella quale industria e formazione tecnica procedevano sempre più di pari passo.

Il 6 settembre 1954 il Ministero della Pubblica Istruzione approvò il progetto della nuova sede dell’Istituto Tecnico Industriale di Varese, redatto dall’architetto Cesare Perelli e dall’ingegnere Gaudenzio Pedoja.

È una data forse poco conosciuta, ma significativa nella storia della Varese del dopoguerra: una città inserita in un territorio fortemente industrializzato, che aveva bisogno di formare tecnici e periti destinati ad alimentare il suo tessuto produttivo.

Prima del 1954

La storia dell’istruzione tecnica industriale varesina era cominciata diversi anni prima.

Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943, presso la Scuola Professionale “Leonardo da Vinci” di Varese era stata istituita una sezione distaccata dell’ITIS Feltrinelli di Milano, destinata alla preparazione di periti meccanici ed elettrici.

Con la fine della guerra e il previsto rientro delle sezioni distaccate nelle sedi originarie, nel Varesotto maturò la volontà di conservare una scuola tecnica superiore autonoma.

Era un’esigenza profondamente legata alle caratteristiche economiche della provincia. Il territorio varesino vantava infatti una lunga tradizione manifatturiera e industriale e la disponibilità di personale tecnicamente preparato rappresentava un elemento essenziale per la crescita delle imprese.

Il percorso portò il 10 ottobre 1949 all’istituzione dell’Istituto Tecnico Industriale Statale per tessili con amministrazione autonoma.

Nel suo primo anno scolastico gli iscritti furono 123.

Una nuova sede per una scuola che cresceva

La nascita dell’istituto poneva però un altro problema: trovare spazi adeguati a una realtà destinata a crescere.

Già nel novembre del 1949 il Comune di Varese stanziò 20 milioni di lire per l’acquisto di un’area sulla quale realizzare il nuovo edificio.

Negli anni successivi il progetto prese progressivamente forma. Nell’ottobre 1953 il Comune deliberò un ulteriore contributo di 20 milioni di lire, mentre l’Amministrazione provinciale mise a disposizione l’area destinata alla costruzione.

Si arrivò così al 6 settembre 1954.

Quel giorno il Ministero della Pubblica Istruzione diede la propria approvazione al progetto della nuova sede, firmato da Cesare Perelli e Gaudenzio Pedoja.

Il passaggio ministeriale non significò naturalmente l’immediata apertura dell’edificio: dalla progettazione alla realizzazione sarebbero trascorsi ancora diversi anni.

Dalla carta alla prima pietra

La posa della prima pietra avvenne infatti il 17 maggio 1959, alla presenza del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Gian Battista Scaglia.

Nel 1962 cominciarono le lezioni teoriche nel nuovo complesso scolastico, mentre il 20 ottobre 1963 venne inaugurata ufficialmente una prima parte della nuova sede.

L’istituto continuò poi a svilupparsi, ampliando progressivamente strutture e specializzazioni per rispondere ai cambiamenti dell’industria e della tecnologia.

Quella realtà scolastica è parte della storia dell’attuale ISIS “Isaac Newton” di Varese.

Scuola e industria, una storia varesina

A distanza di 72 anni, il 6 settembre 1954 può essere letto come qualcosa di più della semplice approvazione di un progetto edilizio.

Dietro quella nuova scuola c’era un territorio consapevole che lo sviluppo industriale richiedeva anche formazione, conoscenze tecniche e nuove professionalità.

È uno dei tanti capitoli della Varese del Novecento: quella delle fabbriche e delle officine, degli imprenditori e delle maestranze, ma anche delle scuole chiamate a preparare le generazioni che avrebbero lavorato nelle aziende del territorio.