Seicentotrentuno anni fa, nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti celebrava solennemente l’assunzione della dignità di duca di Milano. Il titolo gli era stato concesso pochi mesi prima, l’11 maggio 1395, da Venceslao di Lussemburgo, re dei Romani. Una pagina fondamentale della storia lombarda che riguarda da vicino anche Varese, già da oltre un secolo legata al dominio visconteo.
Il 5 settembre 1395 Milano fu teatro di una cerimonia destinata a segnare la storia politica della Lombardia.
Nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti venne solennemente investito della dignità di duca di Milano.
Non era, però, quello il giorno in cui il titolo ducale era stato creato.
Il passaggio giuridico fondamentale era avvenuto alcuni mesi prima: l’11 maggio 1395 Venceslao di Lussemburgo, re dei Romani, aveva concesso a Gian Galeazzo la dignità ducale, trasformando profondamente la natura del potere esercitato dalla famiglia Visconti su Milano.
Il 5 settembre rappresentò dunque la solenne celebrazione pubblica di quella nuova dignità.
Da signore di Milano a duca
Gian Galeazzo Visconti era già uno degli uomini più potenti dell’Italia settentrionale.
Per rafforzare e soprattutto legittimare il proprio dominio cercò il riconoscimento dell’autorità imperiale.
Nelle trattative ebbe un ruolo Pietro Filargis, uomo di fiducia di Gian Galeazzo, inviato presso la corte di Venceslao. L’operazione politica ebbe un costo enorme: le fonti ricordano il pagamento di 100.000 fiorini per ottenere la dignità ducale.
L’11 maggio arrivò il diploma.
Pochi mesi dopo, il 5 settembre 1395, Milano celebrò solennemente il suo nuovo duca.
Il cambiamento non era soltanto simbolico. La dignità concessa a Gian Galeazzo rafforzava la legittimazione dinastica dei Visconti e rendeva il titolo trasmissibile ai discendenti legittimi.
Era un passaggio decisivo nella costruzione dello Stato visconteo.
I legami con Varese
Molto.
Quando Gian Galeazzo assunse solennemente la dignità ducale, Varese era già da tempo inserita nell’orbita politica dei Visconti e di Milano.
Per comprenderne le ragioni bisogna tornare al Contado del Seprio, l’antica circoscrizione medievale alla quale il territorio varesino era appartenuto per secoli.
Uno dei suoi principali centri politici e militari era Castelseprio.
La svolta arrivò nel 1287, nel corso dello scontro tra Visconti e Della Torre per il predominio su Milano e sul territorio circostante.
Dopo la vittoria viscontea, Castelseprio venne conquistata e la sua fortificazione distrutta. Ottone Visconti dispose inoltre che la roccaforte non venisse ricostruita.
Da quel momento gli equilibri del territorio cambiarono profondamente e Varese si legò sempre più strettamente a Milano e al potere visconteo.
Tra la caduta di Castelseprio e la cerimonia ducale del 1395 erano trascorsi più di cento anni.
Per questo sarebbe scorretto immaginare il 5 settembre 1395 come il giorno in cui Varese venne improvvisamente incorporata in un nuovo Stato: il rapporto politico con i Visconti aveva radici molto più antiche.
La Varese di Gian Galeazzo aveva già le proprie leggi
Esiste ancora oggi una testimonianza eccezionale della Varese di quell’epoca.
È conservata nell’Archivio Storico Comunale di Varese.
Tra i documenti più preziosi figurano due raccolte statutarie medievali: gli “Statuta Communis Varexii” del 1347 e gli “Statuta Communis de Varisio” del 1389, conservati insieme in un codice pergamenaceo.
Il secondo documento precede di appena sei anni la solenne investitura ducale di Gian Galeazzo.
Gli statuti testimoniano l’esistenza di una comunità varesina organizzata, dotata di norme e istituzioni proprie all’interno del sistema politico dell’epoca.
Mentre i Visconti consolidavano il proprio dominio sulla Lombardia, dunque, Varese possedeva già una forte identità civica.
Il ricordo della cerimonia è ancora a Sant’Ambrogio
Di quella giornata del 5 settembre 1395 rimane anche una straordinaria testimonianza artistica.
La Basilica di Sant’Ambrogio conserva infatti il cosiddetto Messale dell’Incoronazione di Gian Galeazzo Visconti, legato alla cerimonia ducale e decorato dalla bottega del miniatore Anovelo da Imbonate.
È un collegamento materiale con quella Milano di fine Trecento nella quale il potere dei Visconti raggiungeva una nuova dimensione politica.
Gian Galeazzo sarebbe morto pochi anni più tardi, nel 1402.
Dopo di lui il Ducato avrebbe attraversato crisi, guerre e cambiamenti dinastici. Alla metà del Quattrocento, dopo la breve esperienza della Repubblica Ambrosiana, sarebbe iniziata l’epoca degli Sforza.
Anche Varese avrebbe condiviso molte delle vicende politiche dello Stato milanese.
Un 5 settembre che riguarda anche Varese
Il 5 settembre 1395, dunque, non è propriamente il giorno della nascita giuridica del Ducato di Milano: quella trasformazione era stata sancita dalla concessione imperiale dell’11 maggio.
È però una data autentica e fondamentale.
Quel giorno, nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti assunse solennemente la dignità di duca di Milano, dando rappresentazione pubblica al nuovo rango raggiunto dalla sua dinastia.
E mentre a Milano si celebrava il primo duca, a poche decine di chilometri Varese era già da oltre un secolo legata alle sorti dei Visconti.
Una Varese medievale della quale rimangono ancora oggi testimonianze straordinarie: gli statuti del 1347 e del 1389, custoditi nell’Archivio Storico Comunale.
Documenti che permettono di avvicinarci alla città che esisteva proprio negli anni di Gian Galeazzo.
Una pagina della grande storia lombarda che, ancora una volta, passa anche dalla storia di Varese.
La Varese Nascostasettembre 1395: Gian Galeazzo Visconti viene solennemente investito duca di Milano
Seicentotrentuno anni fa, nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti celebrava solennemente l’assunzione della dignità di duca di Milano. Il titolo gli era stato concesso pochi mesi prima, l’11 maggio 1395, da Venceslao di Lussemburgo, re dei Romani. Una pagina fondamentale della storia lombarda che riguarda da vicino anche Varese, già da oltre un secolo legata al dominio visconteo.
Il 5 settembre 1395 Milano fu teatro di una cerimonia destinata a segnare la storia politica della Lombardia.
Nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti venne solennemente investito della dignità di duca di Milano.
Non era, però, quello il giorno in cui il titolo ducale era stato creato.
Il passaggio giuridico fondamentale era avvenuto alcuni mesi prima: l’11 maggio 1395 Venceslao di Lussemburgo, re dei Romani, aveva concesso a Gian Galeazzo la dignità ducale, trasformando profondamente la natura del potere esercitato dalla famiglia Visconti su Milano.
Il 5 settembre rappresentò dunque la solenne celebrazione pubblica di quella nuova dignità.
Da signore di Milano a duca
Gian Galeazzo Visconti era già uno degli uomini più potenti dell’Italia settentrionale.
Per rafforzare e soprattutto legittimare il proprio dominio cercò il riconoscimento dell’autorità imperiale.
Nelle trattative ebbe un ruolo Pietro Filargis, uomo di fiducia di Gian Galeazzo, inviato presso la corte di Venceslao. L’operazione politica ebbe un costo enorme: le fonti ricordano il pagamento di 100.000 fiorini per ottenere la dignità ducale.
L’11 maggio arrivò il diploma.
Pochi mesi dopo, il 5 settembre 1395, Milano celebrò solennemente il suo nuovo duca.
Il cambiamento non era soltanto simbolico. La dignità concessa a Gian Galeazzo rafforzava la legittimazione dinastica dei Visconti e rendeva il titolo trasmissibile ai discendenti legittimi.
Era un passaggio decisivo nella costruzione dello Stato visconteo.
I legami con Varese
Molto.
Quando Gian Galeazzo assunse solennemente la dignità ducale, Varese era già da tempo inserita nell’orbita politica dei Visconti e di Milano.
Per comprenderne le ragioni bisogna tornare al Contado del Seprio, l’antica circoscrizione medievale alla quale il territorio varesino era appartenuto per secoli.
Uno dei suoi principali centri politici e militari era Castelseprio.
La svolta arrivò nel 1287, nel corso dello scontro tra Visconti e Della Torre per il predominio su Milano e sul territorio circostante.
Dopo la vittoria viscontea, Castelseprio venne conquistata e la sua fortificazione distrutta. Ottone Visconti dispose inoltre che la roccaforte non venisse ricostruita.
Da quel momento gli equilibri del territorio cambiarono profondamente e Varese si legò sempre più strettamente a Milano e al potere visconteo.
Tra la caduta di Castelseprio e la cerimonia ducale del 1395 erano trascorsi più di cento anni.
Per questo sarebbe scorretto immaginare il 5 settembre 1395 come il giorno in cui Varese venne improvvisamente incorporata in un nuovo Stato: il rapporto politico con i Visconti aveva radici molto più antiche.
La Varese di Gian Galeazzo aveva già le proprie leggi
Esiste ancora oggi una testimonianza eccezionale della Varese di quell’epoca.
È conservata nell’Archivio Storico Comunale di Varese.
Tra i documenti più preziosi figurano due raccolte statutarie medievali: gli “Statuta Communis Varexii” del 1347 e gli “Statuta Communis de Varisio” del 1389, conservati insieme in un codice pergamenaceo.
Il secondo documento precede di appena sei anni la solenne investitura ducale di Gian Galeazzo.
Gli statuti testimoniano l’esistenza di una comunità varesina organizzata, dotata di norme e istituzioni proprie all’interno del sistema politico dell’epoca.
Mentre i Visconti consolidavano il proprio dominio sulla Lombardia, dunque, Varese possedeva già una forte identità civica.
Il ricordo della cerimonia è ancora a Sant’Ambrogio
Di quella giornata del 5 settembre 1395 rimane anche una straordinaria testimonianza artistica.
La Basilica di Sant’Ambrogio conserva infatti il cosiddetto Messale dell’Incoronazione di Gian Galeazzo Visconti, legato alla cerimonia ducale e decorato dalla bottega del miniatore Anovelo da Imbonate.
È un collegamento materiale con quella Milano di fine Trecento nella quale il potere dei Visconti raggiungeva una nuova dimensione politica.
Gian Galeazzo sarebbe morto pochi anni più tardi, nel 1402.
Dopo di lui il Ducato avrebbe attraversato crisi, guerre e cambiamenti dinastici. Alla metà del Quattrocento, dopo la breve esperienza della Repubblica Ambrosiana, sarebbe iniziata l’epoca degli Sforza.
Anche Varese avrebbe condiviso molte delle vicende politiche dello Stato milanese.
Un 5 settembre che riguarda anche Varese
Il 5 settembre 1395, dunque, non è propriamente il giorno della nascita giuridica del Ducato di Milano: quella trasformazione era stata sancita dalla concessione imperiale dell’11 maggio.
È però una data autentica e fondamentale.
Quel giorno, nella basilica di Sant’Ambrogio, Gian Galeazzo Visconti assunse solennemente la dignità di duca di Milano, dando rappresentazione pubblica al nuovo rango raggiunto dalla sua dinastia.
E mentre a Milano si celebrava il primo duca, a poche decine di chilometri Varese era già da oltre un secolo legata alle sorti dei Visconti.
Una Varese medievale della quale rimangono ancora oggi testimonianze straordinarie: gli statuti del 1347 e del 1389, custoditi nell’Archivio Storico Comunale.
Documenti che permettono di avvicinarci alla città che esisteva proprio negli anni di Gian Galeazzo.
Una pagina della grande storia lombarda che, ancora una volta, passa anche dalla storia di Varese.

