Il 23 settembre 1934 si disputò la nona edizione della Varese–Campo dei Fiori, spettacolare gara motociclistica in salita che portò sulle strade della montagna varesina circa cinquanta concorrenti.
Era una delle manifestazioni motoristiche più suggestive del territorio: una sfida fatta di tornanti, pendenze e velocità, seguita lungo il percorso da numerosi appassionati.
A conquistare la vittoria fu Mario Colombo, uno dei più importanti motociclisti lombardi della sua epoca. Originario della Valle Olona e conosciuto con il soprannome di “Columbin”, Colombo aveva già partecipato alla Varese–Campo dei Fiori nel 1923, quando si trovava ancora agli inizi della propria carriera agonistica.
Il 1934 fu per lui un anno particolarmente felice. Dopo avere gareggiato con motociclette Aquila e Bianchi, passò alla Miller, ottenendo numerose affermazioni, tra le quali proprio quella nella corsa varesina.
Secondo la cronaca dell’epoca, la prestazione di Colombo provocò il «crollo del record assoluto» della Varese–Campo dei Fiori. Un’espressione enfatica, tipica del giornalismo sportivo del tempo, che celebrava il netto miglioramento del precedente primato della salita.
La manifestazione rappresentava molto più di una semplice competizione. La strada del Campo dei Fiori diventava per un giorno un circuito naturale, capace di unire sport, turismo e partecipazione popolare. Il rombo delle motociclette accompagnava i concorrenti verso la montagna, mentre il pubblico assisteva alla gara dai punti più spettacolari del percorso.
La vittoria del 23 settembre 1934 aggiunse un’altra importante affermazione alla carriera di Mario Colombo e consegnò il suo nome alla storia sportiva varesina.
Una giornata di motori, coraggio e velocità, vissuta lungo i tornanti di una delle montagne più amate di Varese.
