Il 29 ottobre 1787, un regio dispaccio dell’imperatore Giuseppe II ridisegnava l’organizzazione territoriale della Lombardia austriaca. Una decisione che coinvolse direttamente Varese, divenuta soltanto pochi giorni prima sede dell’intendenza politica provinciale.
La storia amministrativa di Varese affonda le proprie radici ben prima del 1927, anno in cui venne istituita l’attuale provincia. Già nel XVIII secolo, infatti, il territorio varesino fu protagonista di un importante esperimento di riorganizzazione territoriale voluto dalla monarchia asburgica.
Il 29 ottobre 1787, esattamente 239 anni fa, un regio dispaccio emanato durante il regno dell’imperatore Giuseppe II ridusse da otto a sei le province della Lombardia austriaca, modificando profondamente l’assetto amministrativo introdotto appena un anno prima.
La decisione ebbe conseguenze particolarmente significative per Varese, che soltanto pochi giorni prima aveva assunto il ruolo di capoluogo provinciale, subentrando a Gallarate.
Le riforme dell’imperatore Giuseppe II
Per comprendere il significato di quella giornata occorre tornare al 26 settembre 1786, quando Giuseppe II, figlio dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, aveva disposto una nuova suddivisione della Lombardia austriaca in otto province: Milano, Mantova, Pavia, Cremona, Lodi, Como, Bozzolo e Gallarate.
La nuova provincia di Gallarate comprendeva tredici pievi precedentemente appartenenti al Ducato di Milano, tra cui Angera, Arcisate, Brebbia, Castelseprio, Leggiuno, Somma, Valcuvia, Valtravaglia e Varese.
Si trattava di una riforma ispirata ai principi dell’accentramento e della razionalizzazione amministrativa, attraverso la quale la monarchia asburgica intendeva rendere più uniforme ed efficiente il governo dei propri territori.
Da Gallarate a Varese: un primato durato pochissimo
Inizialmente la sede provinciale era stata stabilita a Gallarate, anche per la persistenza di questioni legate ai diritti feudali vantati su Varese dalla principessa Renata Teresa Harrach, vedova del duca Francesco III d’Este.
La situazione cambiò nell’ottobre 1787.
Con un regio dispaccio dell’8 ottobre venne disposto il trasferimento dell’intendenza politica e finanziaria da Gallarate a Varese. Il successivo decreto del Consiglio di Governo, datato 20 ottobre, ne sancì il trasferimento amministrativo.
Varese divenne così capoluogo della provincia, assumendo una funzione istituzionale di primo piano nel territorio.
Ma quella nuova condizione era destinata a durare pochissimo.
Il regio dispaccio del 29 ottobre 1787
Appena nove giorni dopo il decreto del 20 ottobre, un nuovo provvedimento imperiale modificò nuovamente l’organizzazione della Lombardia.
Il 29 ottobre 1787 le province furono ridotte da otto a sei: Milano, Como, Mantova, Pavia, Lodi e Cremona.
La provincia con capoluogo Varese venne quindi soppressa e i comuni del Varesotto tornarono a dipendere amministrativamente da Milano.
La città conservò tuttavia la sede dell’intendenza politica, una delle otto mantenute in funzione nonostante la riduzione del numero delle province.
Si verificò così una situazione particolare: Varese non era più formalmente capoluogo di provincia, ma continuava a ospitare un importante organismo periferico del governo asburgico, incaricato di vigilare sulle amministrazioni locali e sugli affari politici ed economici del territorio.
Una provincia scomparsa, ma non dalla memoria
Un aspetto particolarmente interessante emerge dalla documentazione dell’epoca.
Nonostante la soppressione amministrativa del 1787, la denominazione di «Provincia di Varese» continuò a comparire in documenti ufficiali e rappresentazioni cartografiche successive.
Una carta geografica del Varesotto del 1789, riprodotta nella Cartografia varesina di Leopoldo Giampaolo, riportava ancora quel titolo.
Anche una copia catastale relativa a Caidate, eseguita nel 1790, indicava il territorio come appartenente al distretto VI della provincia di Varese.
Testimonianze che dimostrano come la denominazione provinciale fosse sopravvissuta, almeno nell’uso documentario, alla breve esperienza istituzionale del 1787.
La fine dell’esperimento asburgico
L’esperienza delle intendenze politiche provinciali ebbe comunque vita breve.
Dopo la morte di Giuseppe II, avvenuta nel 1790, il successore Leopoldo II avviò una revisione delle riforme amministrative del fratello.
Nel gennaio 1791 venne ripristinata la precedente organizzazione territoriale di origine teresiana e furono soppresse le intendenze politiche provinciali, compresa quella di Varese.
Si concludeva così una parentesi istituzionale durata soltanto pochi anni, ma significativa per comprendere l’evoluzione amministrativa del territorio.
Un precedente storico della provincia moderna
Quando, nel 1927, venne istituita l’attuale Provincia di Varese, il territorio ritrovò una propria autonomia amministrativa su basi completamente differenti rispetto a quelle settecentesche.
Eppure, la breve vicenda del 1787 rappresenta un precedente storico importante, spesso dimenticato, nella lunga evoluzione del ruolo istituzionale della città.
Il 29 ottobre 1787 non segnò dunque la nascita di una provincia, ma la sua soppressione formale, accompagnata dalla sopravvivenza dell’intendenza politica varesina.
Una pagina poco conosciuta della nostra storia, che ricorda come il ruolo amministrativo di Varese abbia origini ben più lontane di quanto comunemente si immagini.

Fonti storiche
- Regione Lombardia, Lombardia Beni Culturali, «Provincia della Lombardia Austriaca, 1786–1796».
- Regione Lombardia, Lombardia Beni Culturali, «Provincia di Varese, 1787–1791».
- Regione Lombardia, Lombardia Beni Culturali, «Intendenza politica di Varese, 1787–1791».
- Regione Lombardia, Lombardia Beni Culturali, «Comune di Varese, 1757–1797».
- Leopoldo Giampaolo, Cartografia varesina, citata nella documentazione storica regionale.
