Varese, la prima pietra del Santuario della Brunella: una nuova storia iniziata nel 1939

Il 28 ottobre 1951, alle ore 16, veniva posata la prima pietra del nuovo Santuario della Brunella, in via Crispi a Varese. Un momento importante nella storia religiosa e architettonica della città, che rappresentava però la prosecuzione di un percorso iniziato dodici anni prima.

La storia della Brunella, infatti, non comincia nel 1951. Già nel giugno del 1939 era stata posata la prima pietra di una precedente chiesetta, destinata alle esigenze religiose della comunità francescana e dei fedeli della zona.

È una distinzione importante, perché le due cerimonie, separate da dodici anni e dai drammatici avvenimenti della Seconda guerra mondiale, testimoniano due momenti differenti della storia del complesso religioso.

La cerimonia del 28 ottobre 1951

Quella domenica pomeriggio, alle ore 16, autorità civili e religiose si ritrovarono alla Brunella per dare simbolicamente inizio alla costruzione del nuovo Santuario.

La cerimonia si svolse con particolare sobrietà, secondo lo spirito e le consuetudini francescane, senza eccessive manifestazioni esteriori.

Sul palco delle autorità erano presenti il viceprefetto D’Alessandro e il sindaco di Varese Dall’Ora. Partecipò anche monsignor Giuseppe Schiavini, prevosto della città, mentre la signora Maria Trolli ricoprì il ruolo di madrina della cerimonia.

Le fotografie dell’epoca documentano le diverse fasi dell’evento: le autorità riunite, lo scavo della fossa destinata ad accogliere la pietra di fondazione e il momento della sua deposizione.

A sovrintendere alle operazioni di scavo era il costruttore Pietro Boerio.

Giovanni Muzio e il porfido rosso di Cuasso

Il progetto del nuovo Santuario fu affidato all’architetto milanese Giovanni Muzio, una delle figure più significative dell’architettura italiana del Novecento, particolarmente noto anche per le sue opere religiose.

La realizzazione venne affidata all’impresa Luigi De Grandi, con la direzione dei lavori di Carlo Fontana.

Una caratteristica dell’edificio fu l’impiego del porfido rosso proveniente dalle cave di Cuasso, materiale che contribuì a conferire al Santuario il suo aspetto caratteristico e a creare un legame concreto con il territorio varesino.

I finanziatori che non vollero apparire

Tra i particolari più curiosi di quella giornata vi fu l’atteggiamento dei principali benefattori dell’opera.

Pur presenti alla cerimonia, scelsero di mantenere il più stretto riserbo sulla propria identità, evitando di comparire pubblicamente come finanziatori della costruzione.

Una discrezione coerente con la tradizione francescana, nella quale la generosità e il sostegno alle opere religiose non devono necessariamente accompagnarsi al riconoscimento pubblico.

Due prime pietre, un’unica storia

Il giugno 1939 e il 28 ottobre 1951 rappresentano dunque due date da distinguere nella memoria della Brunella.

La prima è legata alla chiesetta originaria, la seconda all’avvio della costruzione del nuovo Santuario progettato da Giovanni Muzio.

Tra questi due momenti si collocano la guerra, la Liberazione e la ricostruzione del Paese. Anche per questo la cerimonia del 1951 assume un significato particolare: quello di una comunità che, dopo anni difficili, tornava a investire nel proprio futuro.

Oggi il Santuario della Brunella è una presenza familiare nel paesaggio cittadino, ma dietro le sue mura si conserva una vicenda fatta di fede, architettura, lavoro e generosità.

Una storia che non cominciò nel 1951, ma che proprio in quella domenica di ottobre trovò un nuovo, decisivo capitolo.


Nota storica: la posa della prima pietra della chiesetta originaria, nel giugno 1939, non deve essere confusa con quella del nuovo Santuario, avvenuta il 28 ottobre 1951. Le due cerimonie riguardano fasi distinte della storia del complesso della Brunella.