11 marzo 1920 – Nasce a Varese Angelo Vidoletti, giovane ufficiale bersagliere decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare

Tra le pagine meno conosciute ma più intense della storia varesina del Novecento compare il nome di Angelo Vidoletti, giovane ufficiale dei bersaglieri che pagò con la vita il proprio senso del dovere durante la campagna di Russia.

Vidoletti nacque l’11 marzo 1920 a Varese, in una famiglia profondamente legata ai valori dello studio e del servizio allo Stato. Dopo gli studi liceali si iscrisse all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove frequentava la facoltà di giurisprudenza quando l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale.
Come molti giovani della sua generazione fu chiamato alle armi e destinato al corso allievi ufficiali presso la Scuola di Pola, uno dei principali istituti di formazione dell’esercito italiano. Terminato il periodo di addestramento, il 30 dicembre 1940 fu nominato sottotenente di complemento e assegnato al 3º Reggimento Bersaglieri, reparto che in quel momento era già mobilitato per le operazioni militari.

Dalla Jugoslavia al fronte orientale
La prima esperienza di guerra di Vidoletti avvenne durante l’invasione della Jugoslavia nell’aprile 1941, quando le forze italiane e tedesche attaccarono il Regno jugoslavo. Dopo la rapida conclusione della campagna, il suo reparto rientrò in Italia nel luglio dello stesso anno. Ma il conflitto stava ormai assumendo dimensioni sempre più vaste. Pochi giorni dopo il rimpatrio, il giovane ufficiale fu nuovamente inviato al fronte, questa volta molto più lontano: il fronte orientale, dove l’Italia partecipava alla guerra contro l’Unione Sovietica al fianco della Germania. Con il XVIII Battaglione Bersaglieri, Vidoletti prese parte alle operazioni lungo alcuni dei principali fiumi dell’Ucraina orientale: Dnieper, Bug e Donetz, zone che nell’estate e nell’autunno del 1941 furono teatro di durissimi combattimenti.
Le testimonianze militari ricordano il giovane ufficiale come un comandante determinato e profondamente legato ai propri uomini. Per due volte rifiutò di essere rimpatriato, preferendo restare accanto al plotone che aveva addestrato e guidato in combattimento.

L’ultima battaglia
Il 25 dicembre 1941, durante un violento scontro sul fronte russo nei pressi di Iwanowskij, Vidoletti guidò il proprio reparto sotto il fuoco delle armi automatiche e dei mortai sovietici. Secondo la motivazione ufficiale della decorazione al valor militare, continuò a incitare i suoi uomini anche dopo essere stato ferito alla gola. Poco dopo venne colpito nuovamente al petto da una raffica di mitragliatrice. Nonostante le gravi ferite rifiutò il trasporto al posto di medicazione, restando accanto ai superstiti del reparto per incoraggiarli a resistere.
Catturato dalle truppe sovietiche ormai gravemente ferito, fu interrogato da un commissario politico che cercava di individuare l’ufficiale italiano. Vidoletti rifiutò di identificarsi e, secondo la ricostruzione riportata nelle fonti militari italiane, affrontò con fierezza il nemico fino agli ultimi istanti della sua vita. Morì poco dopo, a soli 21 anni.

La Medaglia d’Oro al Valor Militare
Per il comportamento dimostrato in combattimento gli fu conferita alla memoria la Medaglia d’Oro al Valor Militare, la più alta decorazione italiana per atti di eroismo in guerra. La motivazione ufficiale lo ricorda come: “Fulgido esempio di eroismo e di salde virtù di italiano”.
Il nome di Angelo Vidoletti è oggi incluso tra i militari decorati nella campagna sul fronte orientale e rappresenta una delle tante storie personali che emergono dalla tragedia della guerra.

Il ricordo
A distanza di oltre ottant’anni, la figura di Vidoletti rimane parte della memoria storica della città di Varese, simbolo di una generazione di giovani che si trovò a vivere gli anni più drammatici del Novecento. La sua vicenda ricorda quanto la storia della Seconda guerra mondiale sia fatta non solo di grandi eventi e strategie militari, ma anche di destini individuali, di scelte e di sacrifici che segnarono profondamente intere comunità. E tra quei nomi, nati tra le vie della nostra città, c’è anche quello del giovane sottotenente bersagliere Angelo Vidoletti.