La nascita dell’hockey su ghiaccio a Varese: dalla “giazzera” al Palaghiaccio

Dalla Giazzéra al “PalAlbani”: le origini dell’hockey su ghiaccio a Varese

Il 10 settembre 1967 resta una data simbolica per la storia dello sport varesino. In quel giorno, presso la Baita dello Stadio di Masnago, venne aperta al pubblico la pista di cemento che i varesini avrebbero presto ribattezzato “Giazzéra”. Non fu mai il luogo di un’attività agonistica strutturata, ma rappresentò un punto di incontro spontaneo per tanti ragazzi che impararono a muovere i primi passi sui pattini, divertendosi anche con bastone e disco. Più che palestra ufficiale, fu un cortile all’aperto, capace però di alimentare un entusiasmo che avrebbe trovato presto sbocco in forme organizzate.

Le radici dell’hockey varesino, tuttavia, affondano anche altrove. Già negli anni Cinquanta il Lago di Ghirla aveva ospitato partite amichevoli tra dilettanti milanesi, varesini e ticinesi; alla Torbiera di Ganna i giovani approfittavano dei ghiacci naturali per improvvisare allenamenti; e, prima della nascita del palaghiaccio, molti futuri giocatori si allenavano sulle piste di Como e soprattutto di Chiasso, attiva dal 1964. Proprio questo mosaico di esperienze, tra improvvisazione e trasferte, permise ai varesini di costruire un primo nucleo hockeystico, presto rinforzato da elementi milanesi, alcuni provenienti dal giro dei “Diavoli Milano”.

Il vero salto di qualità arrivò il 26 marzo 1977, con l’inaugurazione del Palaghiaccio di via Albani. I lavori, iniziati nel febbraio 1975, restituirono a Varese un impianto coperto moderno. In origine era prevista l’intitolazione ufficiale ad Ambrogio Tenconi, medico e filantropo, presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno, che tanto si era speso per la realizzazione. Tale intitolazione, pur approvata in sede istituzionale, non venne però mai formalmente attuata. Per reazione a questa mancanza, qualcuno propose ironicamente la denominazione “PalAlbani”, che trovò subito fortuna: dapprima adottata dalla stampa, venne poi accolta anche negli atti ufficiali e rimase come nome identitario della struttura.

In quella cornice prese forma la squadra di Varese, che nel tempo avrebbe assunto il soprannome destinato a renderla celebre in Italia e all’estero: i Mastini. La crescita fu rapida e travolgente. Nel 1987, appena dieci anni dopo l’apertura del palaghiaccio, arrivò il primo storico scudetto, conquistato sul ghiaccio dei blasonati altoatesini del Bolzano. Due anni più tardi, nel 1989, i gialloneri bissarono l’impresa, confermandosi come una delle realtà più solide del panorama italiano.

Il cammino dei Mastini non si fermò entro i confini nazionali: nel gennaio 1996 arrivò anche il trionfo europeo con la vittoria della Federation Cup, al termine di una finale combattutissima contro i russi del Metallurg Magnitogorsk. Un risultato che proiettò Varese nella storia dell’hockey continentale.

Ripercorrere oggi quelle tappe significa riconoscere che lo sport, a Varese, non è stato soltanto competizione, ma anche identità e comunità. Dalla Giazzéra improvvisata al PalAlbani, dai primi pattini all’Acinque Arena, la città ha scritto una storia fatta di passione, sacrificio e orgoglio. Una storia che ancora oggi vibra sugli spalti, dove nuove generazioni raccolgono l’eredità di quel sogno iniziato proprio nel 1967.