Addio a Claudio Castiglioni, l’uomo che fece sognare il motociclismo italiano

Il 17 agosto 2011, a Varese, si spegneva a 64 anni Claudio Castiglioni (22 novembre 1947 – 17 agosto 2011), imprenditore visionario e appassionato motociclista, fondatore del marchio Cagiva e artefice del rilancio di MV Agusta e Ducati.

Dopo aver iniziato la carriera nelle aziende di famiglia specializzate in minuterie metalliche, nel 1978 creò il marchio Cagiva (acronimo di Castiglioni Giovanni Varese), segnando l’inizio di un’epopea motoristica italiana. Sotto la sua guida, la Cagiva ottenne prestigiose vittorie, tra cui la durissima Parigi-Dakar a cavallo degli anni ’80 e ’90.

Negli anni ’90 acquistò Ducati, salvandola dalle vecchie partecipazioni statali e trasformandola in un’icona mondiale grazie a modelli leggendari come la Monster e la 916, basati sul geniale motore di Fabio Taglioni. Ducati, sotto la sua direzione, divenne sinonimo di design italiano e prestazioni vincenti, battendo per anni i colossi giapponesi nel mondiale Superbike.

Castiglioni riportò anche la MV Agusta ai fasti del passato, marchio leggendario legato ai trionfi di Giacomo Agostini. Nel 2010 lo ricomprò dall’Harley Davidson per soli tre euro, investendo però oltre 20 milioni di euro nel rilancio. Nonostante avesse venduto il brand agli americani per circa 70 milioni, non riuscì a rimanere lontano dalle moto: il richiamo della passione era troppo forte.

Amato per il suo carattere carismatico e per la capacità di creare emozioni su due ruote, Castiglioni collaborò con figure di spicco come Corrado Passera e Massimo Bordi, passando il testimone al figlio Giovanni ‘junior’. Tra i suoi aneddoti più noti, la richiesta di moto personalizzate da parte di Tom Cruise e il regalo di una MV Agusta da Brad Pitt ad Angelina Jolie.

La sua eredità non è fatta solo di marchi e modelli vincenti, ma di un sogno: mantenere viva la tradizione motociclistica italiana con prodotti belli, veloci e inimitabili.