Il 14 agosto 1901 si svolsero i funerali di Francesco Crispi (morto l’11 gosto 1901) e, al termine, la salma fu trasportata a Palermo dall’incrociatore corazzato Varese, progettato da Edoardo Masdea. Crispi fu sepolto il 15 agosto nel Cimitero dei Cappuccini.
Francesco Crispi (4 ottobre 1818 – 11 agosto 1901) fu uno dei protagonisti del Risorgimento e poi uno degli uomini politici più potenti dell’Italia postunitaria. Siciliano, avvocato e inizialmente repubblicano e vicino a Mazzini, ebbe un ruolo fondamentale nell’organizzazione della spedizione dei Mille di Garibaldi nel 1860, tanto che viene spesso descritto come il suo «cervello politico». Dopo l’Unità abbandonò progressivamente il repubblicanesimo e accettò la monarchia.
Divenne presidente del Consiglio dal 1887 al 1891 e nuovamente dal 1893 al 1896. Aveva una concezione molto forte dello Stato: modernizzò diversi aspetti
dell’amministrazione, ma governò anche in maniera autoritaria, reprimendo duramente i Fasci siciliani. In politica estera puntò a trasformare l’Italia in una grande potenza, rafforzando i rapporti con Germania e Austria e soprattutto spingendo l’espansione coloniale italiana in Africa.
La sua carriera politica finì praticamente con la disastrosa sconfitta italiana di Adua contro l’Etiopia, il 1° marzo 1896: Crispi si dimise e non tornò più al governo. Da rivoluzionario garibaldino a uomo forte della monarchia. È proprio questa trasformazione a renderlo una delle figure più interessanti — e controverse — dell’Ottocento italiano.
Regia Nave Varese (1899) – incrociatore corazzato della classe Giuseppe Garibaldi. Il capolavoro di Edoardo Masdea L’ultima nave a portare il nome Varese fu anche la più famosa. Progettata dall’ingegnere navale Edoardo Masdea, venne costruita dai cantieri Fratelli Orlando di Livorno, varata il 6 agosto 1899 ed entrò in servizio nel 1901.
Apparteneva alla celebre classe Giuseppe Garibaldi, considerata uno dei maggiori successi della cantieristica italiana. Le sue caratteristiche erano straordinarie per l’epoca: oltre 111 metri di lunghezza, quasi 20 nodi di velocità e un potente armamento con cannoni da 254 e 203 millimetri.
Partecipò alla guerra italo-turca e successivamente alla Prima guerra mondiale. Negli ultimi anni fu impiegata come nave scuola per gli allievi dell’Accademia Navale. Radiata nel 1923, venne poi demolita. Fu senza dubbio la più prestigiosa tra tutte le navi che portarono il nome della nostra città.


