La sera del 19 agosto 2019, all’età di 82 anni, si spegneva Lino Mera, esponente della terza generazione della famiglia legata alla Mera & Longhi, uno di quei nomi che appartengono alla storia industriale e commerciale di Varese.
Dietro quelle caramelle che tanti varesini ricordano fin dall’infanzia c’è infatti una vicenda cominciata più di un secolo fa.
DAL BISCOTTIFICIO DI VIA SAN MARTINO ALLE CARAMELLE
La storia dell’azienda viene fatta risalire al 1896, quando Pietro Mera avviò in via San Martino, a Varese, un’attività nata come biscottificio. Nel piccolo laboratorio situato nel cortile sul retro cominciò anche la produzione artigianale delle caramelle.
Nel 1920, con l’aumento della produzione, l’attività si trasferì in via Maspero. Lo stabilimento arrivò a impiegare oltre cento persone e buona parte della lavorazione era ancora manuale: dalle caramelle ai confetti di cioccolato fino alle liquirizie preparate con gomma arabica.
Fu in quegli anni che l’ingresso della famiglia Longhi diede vita al nome destinato a diventare celebre: Mera & Longhi.
QUANDO NELLE CARAMELLE C’ERANO I CALCIATORI
Mera & Longhi fu protagonista anche di una curiosa pagina della storia delle figurine sportive.
Già nel 1928-29 l’azienda inseriva nelle confezioni figurine raffiguranti i calciatori dell’epoca. La serie era persino numerata, caratteristica tutt’altro che scontata per quegli anni.
Nel 1935-36 arrivò poi il “Concorso Assi dello Sport”, con un apposito album e una raccolta di 60 figurine dedicate non soltanto ai calciatori, ma anche a ciclisti e altri campioni dello sport, tra i quali il grande Tazio Nuvolari.
Un’idea che anticipava di parecchi anni il fenomeno delle raccolte di figurine sportive che sarebbe poi entrato nell’immaginario di generazioni di italiani.
IL RABARBARO CHE DIVENTÒ UN SIMBOLO
Il 1935 fu anche l’anno di uno dei prodotti destinati a identificarsi maggiormente con il marchio: la caramella “Rabarbaro Chinese Melsa”, riconoscibile dal caratteristico incarto nei toni dell’oro e del marrone.
Secondo la storia raccontata dall’azienda, l’idea nacque dopo un viaggio dei fondatori in Toscana, dove notarono l’abitudine di concludere i pasti con un amaro digestivo. Da qui nacque l’intuizione di realizzare una caramella al rabarbaro con analoghe caratteristiche digestive.
LE GUERRE E L’ACCORDO CON LINDT
Mera & Longhi attraversò anche gli anni difficili delle guerre mondiali, continuando la produzione nonostante le limitazioni e l’impiego di materie prime autarchiche.
Nel dopoguerra arrivò un’altra svolta. La società si trovò a confrontarsi nel settore dolciario con la svizzera Lindt, che nel 1946 aprì la sua prima fabbrica italiana di cioccolato. Secondo la ricostruzione della stessa Mera & Longhi, le due aziende raggiunsero un accordo: Mera & Longhi cedette i macchinari destinati alla lavorazione del cioccolato, mentre Lindt lasciò il settore delle caramelle.
DALLE CARAMELLE COLORATE ALLE ERBE
Tra gli anni Sessanta e Settanta, con la crescente diffidenza dei consumatori nei confronti dei coloranti utilizzati nei dolciumi, l’azienda decise di puntare sulle erbe aromatiche e officinali.
Nacquero così ricette che sarebbero rimaste a lungo nel catalogo della casa, come le caramelle Salvia e Limone e quelle al Ginepro, rafforzando quella specializzazione nelle caramelle alle erbe che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi dell’azienda.
LINO MERA E LE NUOVE GENERAZIONI
È all’interno di questa storia familiare che si inserisce Lino Mera. Entrato giovanissimo nell’attività di famiglia, rappresentò la terza generazione impegnata a portare avanti l’azienda fondata alla fine dell’Ottocento.
Nel 1984 Mera & Longhi lasciò Varese trasferendosi a Casale Litta, dove proseguì la propria attività. Dal rabarbaro nacque anche il Rabarbarone, liquore pensato come amaro digestivo.
Successivamente il testimone passò a una nuova generazione della famiglia, con Emilio Mera, proseguendo una storia imprenditoriale ormai ultracentenaria.
«CI PORTAVA LE CARAMELLE PER ADDOLCIRE LE SERATE»
Di Lino Mera rimane anche un piccolo ricordo personale che racconta forse meglio di tante date il suo legame con la città.
Carlos Ferrario ricordò infatti che nel 1968 Lino Mera fu consigliere del Judo Club Varese:
«Ricordo con piacere e nostalgia che ci portava le caramelle durante le sedute di consiglio per addolcire le serate!»
Un’immagine semplice e affettuosa: le caramelle dell’azienda di famiglia appoggiate sul tavolo durante una riunione sportiva varesina.
UN NOME CHE RESTA NEL TERRITORIO
La storia legata alle famiglie Mera e Longhi si intreccia inoltre con quella sociale della provincia.
A Casalzuigno esiste ancora oggi la Fondazione Casa di Soggiorno e Riposo Longhi Francesco e Famiglia Pianezza Federico, che gestisce una RSA e altre attività rivolte agli anziani. La documentazione ufficiale della Fondazione ne fa risalire l’origine all’eredità di Antonio Pianezza, autorizzata nel 1986; la RSA ha poi iniziato la propria attività il 18 agosto 1998.
È quindi opportuno distinguere questo dato documentato dalla tradizione secondo cui esisterebbe un diretto collegamento patrimoniale tra un esponente della famiglia Longhi, Pianezza e la nascita della casa di riposo: su quest’ultimo particolare non abbiamo trovato, al momento, una fonte sufficientemente solida per presentarlo come fatto accertato.
Oggi il nome Mera & Longhi continua comunque a raccontare una storia profondamente varesina: nata in un cortile di via San Martino nel 1896, cresciuta in via Maspero e poi trasferitasi a Casale Litta, attraversando guerre, trasformazioni industriali e generazioni.
E dentro questa storia c’è anche Lino Mera, scomparso il 19 agosto 2019: l’uomo che, almeno nel ricordo degli amici del Judo Club, sapeva rendere più dolci perfino le riunioni di consiglio.
Fonte principale per la storia aziendale: Mera & Longhi, “La nostra storia”.


