Memoria e natura alla Casa del Sole di Barasso

Esistono luoghi custodi silenziosi di storie, emozioni e ricordi collettivi e che, anche dopo anni, conservano intatto il fascino di un tempo e aspettano soltanto di essere riscoperti.

È il caso della Casa del Sole di Barasso, protagonista della rassegna “A piedi nudi nel Parco – con una valigia piena di ricordi”, l’iniziativa che ha animato due fine settimana, il 10 e 11 e il 17 e 18 ottobre, trasformando uno spazio immerso nel verde in un vivace punto d’incontro tra memoria, arte, cultura e natura.

La partecipazione all’inaugurazione è stata un’occasione speciale per ritrovare un luogo capace di parlare al cuore, avvolto dai colori dell’autunno e dalla quiete del Parco del Campo dei Fiori. Una cornice suggestiva, nella quale ogni dettaglio sembra invitare a rallentare, osservare e lasciarsi trasportare dalle storie che questo luogo ha da raccontare.

La struttura è l’ex colonia elioterapica “Marisa Rossi”, inaugurata negli anni Trenta, in un periodo in cui si attribuiva grande importanza all’esposizione al sole, all’aria aperta e al contatto con la natura per il benessere dei bambini e dei ragazzi. Immersa nel verde, tutto il complesso rappresenta una testimonianza preziosa di una stagione storica nella quale le colonie elioterapiche costituivano luoghi di soggiorno, cura e socialità.

Spazi nei quali le giornate erano scandite da attività all’aperto, momenti di gioco e occasioni di condivisione, in un rapporto diretto con l’ambiente naturale. Oggi, ripercorrere quella storia significa recuperare una parte della memoria del territorio, restituendo valore a un patrimonio che appartiene non soltanto a Barasso, ma anche alla storia sociale e culturale del Varesotto.

Uno degli aspetti più suggestivi dell’iniziativa è stato il dialogo tra creatività artistica e paesaggio. Nel parco, tra gli alberi e i colori autunnali, hanno trovato spazio le maschere in ceramica a tema naturalistico, realizzate dall’artista Elisabetta Pieroni: presenze artistiche capaci di inserirsi armoniosamente nell’ambiente, invitando i visitatori a guardare la natura con occhi nuovi. A queste si sono aggiunte tre pergamene in ceramica, sulle quali sono impressi messaggi destinati ai visitatori. Piccole testimonianze artistiche che trasformano una passeggiata in un’esperienza di scoperta, lasciando spazio alla riflessione e alla relazione con il luogo.

All’interno del salone, due bassorilievi dedicati alla vita nella colonia, con testi di Diletta Lombardo, hanno invece richiamato le attività e i momenti che caratterizzavano le giornate dei giovani ospiti. Un modo concreto per restituire forma e significato a un passato che rischierebbe altrimenti di rimanere confinato nei racconti di chi lo ha vissuto.

Il percorso si è arricchito con una mostra fotografica e documentaria curata dal Comune di Barasso, capace di accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso immagini, testimonianze e documenti storici. Frammenti di un tempo lontano che, riuniti, ricompongono l’identità di un luogo e ne restituiscono la dimensione umana.

La manifestazione non è stata soltanto un omaggio al passato, ma anche un’occasione per vivere la Casa del Sole nel presente. Il programma ha proposto attività e laboratori rivolti a bambini e adulti, conferenze, presentazioni di libri, intrattenimenti musicali e aperitivi.

Un calendario articolato, pensato per coinvolgere pubblici diversi e rendere la cultura un’esperienza accessibile, partecipata e piacevole. Perché la valorizzazione di un luogo storico non passa esclusivamente dalla sua conservazione, ma anche dalla capacità di riempirlo di nuove voci, incontri e occasioni di condivisione. E quale scenario migliore di un parco avvolto dalla magia dell’autunno? Qui, la natura non è stata una semplice cornice, ma una presenza viva, parte integrante dell’esperienza. Gli alberi, le foglie dai colori caldi e gli spazi aperti hanno contribuito a creare quell’atmosfera speciale che rende la Casa del Sole un luogo da frequentare e riscoprire.

Iniziative come questa ricordano quanto sia importante prendersi cura dei luoghi che custodiscono la memoria delle comunità e restituire attenzione a una struttura come l’ex colonia elioterapica “Marisa Rossi”, riconoscendo il valore della storia locale ed immaginando nuove possibilità per il futuro.

La Casa del Sole si rivela così un ponte tra generazioni: da una parte i ricordi di chi ha conosciuto la colonia, dall’altra la curiosità di chi la scopre oggi attraverso l’arte, le fotografie, i documenti e le attività culturali.

Un sentito ringraziamento va a Barasso in Arte e al sindaco Lorenzo Di Renzo Scolari per aver contribuito a dare vita a un’iniziativa tanto coinvolgente e di questa esperienza rimane il piacere di aver partecipato a un evento che ha saputo unire sensibilità artistica, memoria storica e amore per il territorio, dimostrando che i luoghi più preziosi sono quelli capaci di continuare a raccontare storie e a creare legami.

Perché, in fondo, camminare a piedi nudi nel parco, anche soltanto con l’immaginazione, significa ritrovare un contatto autentico con ciò che siamo stati e con ciò che desideriamo diventare.

E questa struttura, con la sua storia e la sua bellezza, ci ricorda proprio questo: la memoria mette radici, la cultura le fa fiorire e la natura ci insegna a custodirle.