Quando i Salesiani arrivarono a Varese

VARESE – Il 16 agosto 1936 iniziava ufficialmente una storia destinata a entrare profondamente nella vita educativa della città: quella dei Salesiani di Don Bosco a Varese.

La data non era casuale. Quel 16 agosto ricorreva l’anniversario della nascita di San Giovanni Bosco, nato a Castelnuovo d’Asti nel 1815 e fondatore della congregazione salesiana.

La cronaca dell’istituto conserva con precisione il ricordo di quella giornata: il 16 agosto 1936 veniva aperto il nuovo Istituto Salesiano di Varese e il primo direttore, don Giacomo Oliva, proveniente dalla casa salesiana di Faenza, prendeva possesso della nuova sede alla presenza di don Luigi Colombo, ispettore salesiano per Lombardia ed Emilia.

Fu un inizio volutamente semplice, senza feste né manifestazioni pubbliche. Eppure l’avvenimento non passò inosservato: le cronache salesiane ricordano come la stampa varesina diede grande risalto all’arrivo in città dei figli di Don Bosco e alla nuova opera destinata all’educazione dei giovani.

Una villa donata in memoria di un bambino

Dietro la nascita dell’istituto c’è anche una storia familiare.

A rendere possibile l’arrivo dei Salesiani fu Emilia Olgiati Maroni, che mise a disposizione la propria villa affinché diventasse un luogo dedicato all’educazione dei ragazzi. L’istituto avrebbe portato il nome del figlio Antonio Tullio Maroni, morto prematuramente a soli dieci anni.

Da quel gesto nacque l’Istituto Salesiano A.T. Maroni, ancora oggi presente nel cuore di Varese, in piazza San Giovanni Bosco.

I primi sessanta ragazzi

L’attività vera e propria cominciò poche settimane dopo.

Il primo giovane registrato nell’istituto, all’inizio dell’ottobre 1936, portava il cognome Borsotti. Il 5 ottobre gli interni erano già 26, destinati a diventare 30; anche gli esterni crebbero progressivamente fino a raggiungere quota 30.

Con una sessantina di ragazzi prendeva così concretamente vita l’Opera Salesiana di Varese.

All’inizio non era ancora una scuola come la conosciamo oggi. La struttura funzionava come “Pensionato Salesiano”: accoglieva giovani che frequentavano le scuole pubbliche cittadine, offrendo loro ospitalità, assistenza e formazione secondo il metodo educativo di Don Bosco. Questa impostazione sarebbe rimasta fino alla conclusione della Seconda guerra mondiale.

Già il 6 settembre 1936 arrivò in visita, senza preavviso, il Rettor Maggiore dei Salesiani don Pietro Ricaldone, che volle personalmente vedere la nuova opera varesina. Un mese dopo, il 6 ottobre, il prevosto di Varese monsignor Alessandro Proserpio benedisse la cappella dell’istituto. Il giorno seguente vi fu celebrata la prima Messa.

Dalla guerra alla nascita della scuola

Gli anni successivi furono quelli difficili che condussero alla Seconda guerra mondiale.

Nonostante tutto, l’attività salesiana continuò. Poi, con la fine del conflitto, arrivò una svolta fondamentale: il 16 ottobre 1945 iniziò l’attività della Scuola Media. Il riconoscimento legale da parte del Ministero della Pubblica Istruzione arrivò il 14 giugno 1947.

L’antico pensionato si trasformava così progressivamente in quella scuola che generazioni di varesini avrebbero conosciuto semplicemente come “i Salesiani”.

Una testimonianza dell’importanza ormai raggiunta dall’istituto arriva già dal 1937. Il Bollettino Salesiano raccontava l’inaugurazione ufficiale dell’Opera, avvenuta il 7 febbraio 1937, alla presenza del clero e delle autorità cittadine, sottolineando il forte legame che si era rapidamente creato fra Varese e la nuova istituzione.

Novant’anni nel cuore di Varese

Da quel lontano 16 agosto 1936 sono trascorsi esattamente 90 anni.

Oggi l’Istituto Salesiano A.T. Maroni continua la propria attività in piazza San Giovanni Bosco 3, nel centro di Varese, come scuola secondaria di primo grado e realtà educativa salesiana. Il Comune di Varese lo descrive come una presenza che da oltre ottant’anni accompagna ragazzi e ragazze della città e della provincia.

Tutto ebbe inizio quasi in silenzio.

Niente cerimonie solenni, niente grandi festeggiamenti: soltanto una villa, un direttore appena arrivato da Faenza e il progetto di creare a Varese un luogo dedicato ai giovani.

Era il 16 agosto 1936.

Novant’anni dopo, quella data rappresenta l’inizio di una delle più longeve esperienze educative della città.

Foto: https://salesianivarese.com/come-eravamo/?utm_source=chatgpt.com