Varese, corteo degli studenti: bandiere rosse e proteste contro guerra e carovita

A Varese non si vedeva da tempo una piazza così schierata a sinistra. Le bandiere rosse della Rete degli Studenti Medi e quelle della Cgil, gli slogan contro la guerra e il riarmo, i richiami alla scuola pubblica: il corteo di questa mattina ha riportato nel centro cittadino un linguaggio politico che affonda le radici nella storia delle mobilitazioni studentesche e sindacali. Una piazza giovane, ma con simboli e parole d’ordine che attraversano generazioni.

La manifestazione si è svolta nella giornata dello sciopero generale proclamato dall’Usb, con mobilitazioni in tutta Italia contro il carovita, per salari e servizi pubblici e contro il riarmo. La protesta varesina è stata organizzata dalla Rete degli Studenti Medi.

Qualche centinaio di ragazzi ha lasciato i Giardini Estensi, fermandosi in piazza Monte Grappa e poi in corso Matteotti. In piazza Carducci c’è stato un altro momento di condivisione, prima di proseguire lungo via Veratti e via Sacco fino all’arrivo in via XXV Aprile. Musica, cori e slogan hanno accompagnato il percorso, con messaggi diretti al governo e al ministro dell’Istruzione Valditara. Tra le parole d’ordine, «Soldi alla scuola, non alla guerra».

La Rete degli Studenti Medi, organizzazione nazionale nata nel 2008, sta cercando di consolidare la propria presenza anche a Varese. Nei giorni scorsi aveva riunito una quarantina di studenti per discutere di scuola, diritto allo studio e partecipazione. Il corteo di oggi è stato anche un modo per portare queste rivendicazioni fuori dalle aule e renderle visibili nel cuore della città.

Al termine della manifestazione, tre rappresentanti della Rete degli Studenti Medi hanno incontrato in Prefettura il prefetto Salvatore Pasquariello per un confronto sui controlli rafforzati nei pressi delle scuole, e sul coinvolgimento degli studenti nelle decisioni che li riguardano.

Il prefetto ha spiegato che i controlli sono stati rafforzati in via preventiva dopo messaggi allarmanti circolati nelle chat e sui social, ribadendo la necessità di proteggere chi manifesta pacificamente. Si è detto disponibile a valutare il coinvolgimento degli studenti nei futuri incontri pertinenti. Il corteo si è concluso senza tensioni né disordini, ma ha lasciato in strada un segnale politico riconoscibile: a Varese una nuova generazione prova a ritagliarsi spazio, con le bandiere rosse e la scuola al centro della protesta.