Negli anni d’oro, Varese era un piccolo paradiso per i cinefili: sette sale attive negli anni ’60, tra cui il celebre Gran Cinema Vittoria, dove dal 1917 le proiezioni iniziavano con il “ruggito” di un drago di metallo. Altro che leone della MGM! Già nel 1900, in piazza XX Settembre, i varesini ammiravano le immagini in movimento dell’Esposizione di Parigi 1900, grazie al nuovo “cinematografo moderno”. Poi arrivarono i cinematografi ambulanti, i baracconi in piazza del Mercato, e infine l’apertura di sale stabili: Excelsior, Dumont, Centrale (1911) Gran Cinema Varesino (1912) Gran Cinema Vittoria (1917) Lyceum (1922), voluto da Giovanni Bagaini, con eleganti interni in stile Impero Cinema Teatro Impero (1940), la sala più grande: 1200 posti! Il cinema a Varese non era solo intrattenimento, ma cultura condivisa: cineforum firmati Franco Gandini, domeniche all’oratorio con i classici Disney, film d’essai al Mignon, proiezioni d’autore con Il Portico.
Poi, l’arrivo di TV e home video cambiò le abitudini. Oggi resistono solo MIV e Cinema Nuovo, grazie alla passione di Giulio Rossini e Filmstudio ’90, che tengono viva questa tradizione. Una storia lunga più di un secolo, raccontata con amore da Antonia Serra nel suo libro Il cinema della memoria, e oggi ripercorsa per non dimenticare il fascino e l’impatto che il cinema ha avuto nella nostra città.
Fonte: La Provincia di Varese