Una jena in cassaforte, nato nel 1967 a Varese, riemerge oggi come un ricordo che torna a pulsare nel presente. Restaurato in 4K e sostenuto da Quentin Tarantino, il film attraversa l’oceano e approda in California, portando con sé il fascino intatto di un cinema lontano.
Il 17 e 18 maggio non saranno solo date di proiezione, ma un ritorno dentro le immagini: il film rivivrà con eventi speciali e visite guidate nei luoghi reali del set, dove la finzione un tempo ha preso forma e la villa è diventata racconto.
Antonio Della Misericordia, per tutti Ninì, riapre i cassetti della memoria e racconta i retroscena di un film che profuma ancora di Varese, di ville silenziose e di cinema d’altri tempi. Una storia dal sapore profondamente varesino, rimasta nascosta per anni tra immagini, ricordi e mistero.
Quella di Ninì, è una storia lunga che sembra attraversare il cinema più come destino che come semplice professione. Nasce tra pellicole, copioni e set improvvisati, quando il cinema non era ancora industria ma intuizione, rischio, istinto puro.
Col tempo, il suo nome si lega a produzioni, collaborazioni, incontri che sembrano casuali ma che casuali non sono mai del tutto. Ogni progetto diventa un passaggio, ogni film una tappa di un percorso più grande, dove l’esperienza si accumula senza mai perdere quella curiosità iniziale.
E forse è proprio questo il tratto che definisce la sua storia: la capacità di restare dentro il cinema senza farsi inghiottire dal suo rumore, continuando a cercare un senso nelle immagini, nei luoghi, nelle persone.
“Sarà per me un grande piacere accogliervi a Villa Toeplitz domenica mattina, in un incontro che non sarà soltanto una visita, ma un vero e proprio viaggio nella memoria del cinema”. Con queste parole Antonio detto Ninì invita i varesini a partecipare e immergersi un un vero e proprio viaggio nella memoria del cinema a Villa Toeplitz.
Un giallo visionario capace di trasformare l’allora Villa Mocchetti in un labirinto cinematografico fatto di sospetti, ombre e inquietudini. La particolarità dell’opera sta proprio qui: il film fu girato interamente all’interno della villa, che non fece soltanto da sfondo, ma divenne essa stessa protagonista della storia.
Ninì racconta che per girare il film la villa fu affittata per circa tre mesi dalla Fering srl, la società da lui gestita, e diretta da Cesare Canevari, produzione cinematografica. La distribuzione del film fu affidata alla Titanus, che ideò una mossa promozionale tanto semplice quanto ingegnosa per catturare l’attenzione del pubblico: sulla locandina campeggiava, a caratteri enormi, il nome di Nabokov.
Non si trattava infatti di Vladimir Nabokov, il celebre autore di Lolita, bensì del meno conosciuto figlio, Dmitri Nabokov, coinvolto nel cast del film.
Nel cast figuravano anche Maria Luisa Geisberger, Ben Salvador e la formosa Cristina Gaioni, in un ensemble che contribuiva a rafforzare il carattere ambiguo e seducente del film.
Sei malviventi si ritrovano nella villa per dividere il bottino di una rapina avvenuta un anno prima: una cassaforte piena di diamanti. Ma la scomparsa improvvisa di una delle chiavi necessarie ad aprirla blocca tutto e li costringe a restare più del previsto.
L’attesa si trasforma presto in tensione crescente, e la villa diventa il teatro di sospetti, paure e reciproche accuse.
Guardare oggi Una jena in cassaforte significa compiere un viaggio nel tempo: tornare in un’Italia elegante e inquieta, dove il cinema sperimentava linguaggi nuovi e le grandi ville custodivano segreti degni di un romanzo.
«Quando mi chiamò il regista Guido Henchel, rimasi scosso. Sapere che aveva avuto un successo negli Stati Uniti mi lasciò senza parole. Era come se quel film, nato tra le stanze di una villa varesina, avesse già intrapreso un viaggio molto più grande di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare», spiega Della Misericordia . «Vi mostrerò le scene, i luoghi e i dettagli che ancora oggi conservano l’eco di quella lavorazione cinematografica, come se il tempo non fosse mai passato.»
L’appuntamento è a Villa Topleitz , lì dove tutto è cominciato.
Domenica 17 maggio alle 11.00 visita guidata al parco di Villa Toeplitz, con visite nei luoghi dove furono girate le scene del film.
Lunedì 18 maggio l’appuntamento si sposta al MIV Multisala Impero : Prima proiezione alle 16.15 aperta al pubblico mentre alle 17.50 ci sarà un conferenza stampa per poi proseguire alle 19.00 l’ultima proiezione della giornata chiuderà l’evento.