Una data importante nella storia religiosa di Varese: il 12 settembre 1769 la Sacra Congregazione dei Riti riconobbe ufficialmente il culto “ab immemorabili” di Caterina da Pallanza e Giuliana Puricelli. Quattro giorni più tardi arrivò la conferma di papa Clemente XIV.
Il 12 settembre 1769 rappresenta una data particolarmente significativa nella lunga storia del Sacro Monte di Varese.
Quel giorno la Sacra Congregazione dei Riti riconobbe il culto ab immemorabili tributato a Caterina da Pallanza e Giuliana Puricelli, le due religiose che furono all’origine della comunità monastica di Santa Maria del Monte.
Non si trattava della nascita di una nuova devozione. Al contrario, Roma riconosceva formalmente un culto che affondava le proprie radici nei secoli precedenti e che si era sviluppato intorno alle due donne e alla loro straordinaria esperienza religiosa sulla montagna sopra Varese.

Caterina e Giuliana, alle origini delle Romite
La loro storia ci riporta al Quattrocento.
Caterina, originaria di Pallanza, raggiunse Santa Maria del Monte alla metà del XV secolo, scegliendo una vita di preghiera e penitenza accanto all’antico santuario mariano.
Il 14 ottobre 1454 la raggiunse Giuliana Puricelli, nata nel 1427 e proveniente dal territorio bustocco. Le fonti storiche non sono concordi nell’individuare con assoluta precisione il luogo di nascita: secondo alcune si trattava della Cascina dei Poveri, nel territorio di Busto Arsizio, secondo altre di Verghera.
Giuliana si unì a Caterina nella vita religiosa sul monte e progressivamente altre donne seguirono il loro esempio.
Nel 1474 papa Sisto IV autorizzò la costituzione del monastero. Il 10 agosto 1476 le religiose emisero i voti e ricevettero il velo monacale, dando forma stabile alla comunità.
Caterina ne divenne la prima badessa.
Morì il 6 aprile 1478. Giuliana le sopravvisse per oltre vent’anni e morì il 15 agosto 1501.
La comunità nata dalla loro esperienza attraversò i secoli e la presenza delle Romite Ambrosiane continua ancora oggi a Santa Maria del Monte.
Un culto nato molto prima del 1769
La venerazione di Caterina e Giuliana non ebbe inizio nel Settecento.
Il loro culto aveva origini molto più antiche e nel 1729 ricevette già un importante riconoscimento in ambito diocesano: il vescovo di Bobbio, agendo a nome dell’arcivescovo di Milano, cardinale Benedetto Odescalchi, ne confermò il culto.
Le loro reliquie furono quindi solennemente collocate nell’oratorio realizzato in loro onore presso il santuario di Santa Maria del Monte, dove ancora oggi sono custodite e venerate.
Si arrivò così al passaggio decisivo del 12 settembre 1769.
Quel giorno la Sacra Congregazione dei Riti riconobbe ufficialmente il culto “ab immemorabili” di Caterina e Giuliana.
Quattro giorni più tardi, il 16 settembre 1769, papa Clemente XIV confermò il riconoscimento.
Le due date che compaiono nelle ricostruzioni storiche indicano quindi due momenti collegati dello stesso percorso: il 12 settembre il riconoscimento da parte della Congregazione dei Riti e il 16 settembre la conferma pontificia.
Per questo il 16 settembre 1769 viene generalmente indicato anche come data della loro beatificazione. Più precisamente, si trattò del riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa di un culto antichissimo già tributato alle due religiose.
Prima ancora della Via Sacra
Caterina e Giuliana appartengono alla storia più profonda del Sacro Monte.
La loro vicenda precede di oltre un secolo la realizzazione della monumentale Via Sacra con le sue cappelle, iniziata nei primi anni del Seicento e divenuta nel tempo l’immagine più conosciuta del Sacro Monte varesino.
Quando Caterina e Giuliana vivevano sulla montagna, quel grandioso percorso devozionale ancora non esisteva.
C’erano però il santuario mariano e una tradizione religiosa molto più antica. Fu in quel contesto che nacque e si sviluppò la comunità delle religiose.
Ancora oggi le Romite Ambrosiane vivono nel monastero accanto al Santuario di Santa Maria del Monte, custodendo una tradizione che affonda direttamente le proprie radici nell’esperienza iniziata nel XV secolo.
La Chiesa ambrosiana ricorda insieme le Beate Caterina e Giuliana il 27 aprile.
Sono trascorsi 257 anni da quel 12 settembre 1769.
Una data forse poco conosciuta, ma profondamente legata alla storia religiosa di Varese: il giorno in cui Roma riconobbe ufficialmente una venerazione nata secoli prima sulla montagna che sarebbe diventata uno dei simboli della città.
Il Sacro Monte di Varese.
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