Otto giorni al Campo dei Fiori per il 95° anniversario degli Alpini di Varese.
Una tradizione che affonda le sue radici nel 1974 e che ogni Ferragosto ritorna al suo momento più solenne: la Messa in memoria dei “Caduti senza Croce”.
C’è una Varese che a Ferragosto non va al mare e non abbandona la città.
Sale invece verso il Campo dei Fiori, raggiunge il piazzale del Grand Hotel e, il 15 agosto, si ritrova davanti all’Altare delle Tre Croci.
È una tradizione che attraversa ormai più di mezzo secolo di storia varesina e che anche quest’anno si rinnova con la Festa della Montagna, organizzata dal Gruppo Alpini Varese.
L’edizione 2026, iniziata sabato 8 agosto, si concluderà oggi, 15 agosto, dopo otto giorni di appuntamenti, incontri, escursioni, musica, gastronomia e solidarietà.
Ma per capire perché le Tre Croci rappresentino ancora oggi il cuore della manifestazione bisogna tornare indietro fino al 1974.
1974: ALLE ORIGINI DELLA TRADIZIONE
Le radici della Festa della Montagna sono legate alla storia delle Tre Croci del Campo dei Fiori e alla figura di monsignor Tarcisio Pigionatti, cappellano degli Alpini.
Fu proprio in quegli anni che prese forma il progetto di rinnovare le Tre Croci e realizzare la Via Sacra che conduce al loro altare.
Il 23 maggio 1974, in occasione dell’Ascensione, furono inaugurate le nuove Tre Croci e la Via Sacra.
Quel luogo assunse un significato particolare.
La Via Sacra venne infatti legata alle diverse specialità delle Forze Armate e soprattutto alla memoria di quanti erano caduti lontano dalla propria terra senza avere una sepoltura sulla quale familiari e amici potessero raccogliersi.
Erano i “Caduti senza Croce”.
Nell’agosto dello stesso anno si tenne alle Tre Croci il primo appuntamento commemorativo. Monsignor Pigionatti invitò gli Alpini a mantenere viva quella celebrazione negli anni successivi.
Era nato il nucleo di una tradizione destinata a crescere.
DALLA COMMEMORAZIONE ALLA FESTA DELLA MONTAGNA
Quello che inizialmente era soprattutto un momento di raccoglimento e memoria cominciò progressivamente ad allargarsi.
Intorno all’appuntamento religioso si svilupparono negli anni occasioni di incontro, iniziative e momenti conviviali.
La montagna diventava così non soltanto il luogo nel quale ricordare chi non era tornato dalla guerra, ma anche uno spazio nel quale ritrovarsi e rinsaldare i legami della comunità.
Da quel primo nucleo è cresciuta nel tempo la Festa della Montagna che conosciamo oggi.
Una manifestazione capace di unire memoria, solidarietà, amore per il territorio, cultura, sport e naturalmente la tradizionale convivialità alpina.
Il punto fermo, però, è rimasto il 15 agosto.
Ogni Ferragosto la Festa ritorna infatti alle Tre Croci per ricordare i Caduti senza Croce.
CINQUANTADUE ANNI DOPO
Dal 1974 al 2026 sono trascorsi 52 anni.
Generazioni diverse di varesini hanno raggiunto il Campo dei Fiori e partecipato a questa tradizione.
Nel frattempo anche la Festa è cresciuta enormemente.
Oggi non si tratta più soltanto dell’appuntamento di Ferragosto, ma di una manifestazione che occupa diversi giorni e propone escursioni, incontri culturali, musica, iniziative per le famiglie, visite alla montagna e momenti gastronomici.
Senza dimenticare la solidarietà.
La Festa della Montagna è infatti finalizzata alla raccolta di fondi destinati a iniziative benefiche.
Con quanto raccolto nell’edizione precedente, il Gruppo Alpini Varese ha potuto donare all’AISM di Varese un’automobile dotata di sollevatore.
UN’EDIZIONE SPECIALE: GLI ALPINI DI VARESE COMPIONO 95 ANNI
L’edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il 95° anniversario della fondazione del Gruppo Alpini Varese, nato nel 1931.
Proprio per celebrare questa ricorrenza, quest’anno la Festa è stata prolungata di un giorno rispetto alla consueta settimana.
Sono quindi otto le giornate complessive, dall’8 al 15 agosto.
Il centro della manifestazione è ancora una volta il piazzale davanti allo storico Grand Hotel Campo dei Fiori, uno dei luoghi più suggestivi e riconoscibili della montagna varesina.
Lo stand gastronomico è rimasto aperto tutti i giorni, mentre il programma ha accompagnato i visitatori attraverso sport, natura e cultura.
Tra gli appuntamenti dell’edizione 2026 sono state proposte le visite alla Grotta Marelli, escursioni con il CAI Varese, una mostra fotografica del FAI dedicata al Grand Hotel Campo dei Fiori, gli Aperitivi Letterari, musica, iniziative per bambini e incontri dedicati alla storia e al patrimonio del Campo dei Fiori.
Una settimana – quest’anno diventata di otto giorni – che ha trasformato ancora una volta la montagna sopra Varese in un grande punto d’incontro.
OGGI, 15 AGOSTO, SI TORNA ALLE TRE CROCI
Alle ore 11, presso l’Altare delle Tre Croci, è stata celebrata la tradizionale Santa Messa in memoria di tutti i Caduti senza Croce.
È il momento che idealmente riporta la manifestazione alle sue origini del 1974.
Dopo otto giorni di festa, musica, incontri e convivialità, per qualche momento la montagna tornerà al silenzio e alla memoria.
La giornata proseguirà poi fino alle 17.30, quando l’ammainabandiera segnerà ufficialmente la conclusione della Festa della Montagna 2026.
UNA TRADIZIONE CHE CONTINUA
Sono passati 52 anni da quel primo appuntamento del 1974.
La Festa è diventata più grande, il programma si è arricchito e migliaia di persone hanno imparato a considerarla uno degli appuntamenti tradizionali dell’estate varesina.
Ma il cuore della festa è rimasto lassù.
Alle Tre Croci.
Dove ogni 15 agosto Varese sale sulla propria montagna per ritrovarsi, festeggiare e soprattutto ricordare.
