Nella notte del 15 agosto 1501, mentre la Chiesa celebrava l’Assunzione della Vergine Maria, moriva al Sacro Monte di Varese Giuliana Puricelli, una delle figure più antiche e affascinanti della storia religiosa del nostro territorio.
Era nata nel 1427 a Busto-Verghera, nell’attuale territorio di Busto Arsizio, in una povera famiglia di contadini. La sua giovinezza fu difficile e segnata dalle sofferenze familiari. Giuliana desiderava però una vita completamente diversa, fatta di preghiera, povertà e dedizione agli altri.
Il 14 ottobre 1454 salì a Santa Maria del Monte e raggiunse Caterina da Pallanza, che da alcuni anni conduceva lassù una vita eremitica.
Erano due donne molto diverse. Caterina era colta, energica e determinata; Giuliana era semplice, quasi priva d’istruzione, mite e profondamente umile. Proprio questa diversità divenne la loro forza.
Attorno a loro cominciarono a raccogliersi altre donne. Quella piccola esperienza di vita eremitica si trasformò progressivamente in una comunità e, nel 1476, nacque ufficialmente il monastero di Santa Maria del Monte, origine delle Romite Ambrosiane che ancora oggi vivono al Sacro Monte.
Dopo la morte di Caterina, avvenuta nel 1478, Giuliana continuò quella vita di preghiera, povertà e servizio.
Poi arrivò la notte di Ferragosto del 1501.
Giuliana sentì avvicinarsi la morte. Come ultimo gesto volle essere deposta sulla nuda terra, rinunciando anche nel momento finale a ogni comodità, coerente con quella povertà assoluta che aveva accompagnato tutta la sua esistenza.
Morì così, il 15 agosto 1501, nella notte dell’Assunzione di Maria.
Più di due secoli e mezzo dopo, il 16 settembre 1769, Giuliana Puricelli e Caterina da Pallanza furono proclamate Beate.
Sono trascorsi oltre 500 anni da quella notte.
Eppure, salendo ancora oggi verso Santa Maria del Monte, la storia di quella giovane donna partita da una povera cascina del Bustese continua a vivere nel monastero delle Romite.
Una storia cominciata quasi in silenzio, più di cinque secoli fa, sulle montagne di Varese
