Da Castelseprio alla torre di Torba, da Castelnovate alla sorprendente chiesa di età gota individuata sotto il Priorato di Voltorre: anche il territorio varesino conserva testimonianze dell’Italia di Teodorico.
Il 30 agosto 526, esattamente 1500 anni fa, moriva a Ravenna Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti e uno dei grandi protagonisti della storia europea nel passaggio tra la fine dell’Impero romano d’Occidente e l’Alto Medioevo.
La sua figura sembra appartenere a una storia lontana da Varese: Ravenna, Roma, Verona, Costantinopoli, i Goti e le grandi lotte per il controllo dell’Italia.
E invece anche il nostro territorio conserva importanti testimonianze di quell’epoca.
E una delle più significative conduce direttamente a Castelseprio.
Teodorico e la difesa dell’Italia settentrionale
Divenuto re degli Ostrogoti, Teodorico scese in Italia nel 489 per combattere Odoacre, il sovrano che nel 476 aveva deposto Romolo Augustolo. Dopo una guerra durata diversi anni, nel 493 Teodorico eliminò Odoacre e consolidò il proprio dominio sull’Italia.
Il suo fu un regno particolare. Sovrano germanico, Teodorico cercò di conservare molto dell’organizzazione amministrativa, giuridica e culturale romana, promuovendo anche il recupero di infrastrutture e fortificazioni.
Grande attenzione venne riservata all’arco alpino. Bisognava controllare i valichi, gli sbocchi delle vallate e le vie attraverso le quali eserciti provenienti dal Nord avrebbero potuto raggiungere la Pianura Padana.
Ed è qui che il Varesotto entra nella grande storia.
Castelseprio, un baluardo dell’Italia gota
L’antica Sibrium, l’odierna Castelseprio, occupava una posizione strategica su un pianalto dominante la Valle Olona.
Il luogo aveva origini precedenti al dominio ostrogoto, ma tra V e VI secolo, durante l’età gota, divenne un importante castrum del sistema fortificato subalpino.
Treccani inserisce espressamente Castelseprio tra i capisaldi della linea difensiva settentrionale organizzata durante il regno di Teodorico e segnala nel castrum un livello d’uso degli inizi del VI secolo. I reperti archeologici hanno inoltre fatto ipotizzare la presenza di una guarnigione “barbara”, forse gota.
Il Ministero della Cultura indica proprio l’età gota, tra V e VI secolo, come uno dei momenti fondamentali della storia di Castelseprio.
Possiamo quindi affermare che, mentre Teodorico governava l’Italia da Ravenna, nell’attuale provincia di Varese esisteva uno dei punti strategici del sistema destinato a proteggere il suo regno.
Le mura e Torba
Ancora oggi il Parco archeologico conserva le poderose mura turrite del castrum.
Il Comune di Castelseprio colloca durante il regno di Teodorico la costruzione delle mura difensive che racchiudevano il pianalto e proseguivano verso il fondovalle.
Proprio qui incontravano Torba, oggi nel territorio di Gornate Olona.
Il Ministero della Cultura conferma che le mura del castrum proteggevano anche l’avamposto di fondovalle oggi conosciuto come Monastero di Torba.
La sua torre, nata con funzione difensiva, sarebbe stata successivamente riutilizzata e trasformata, fino a entrare a far parte del complesso monastico che conosciamo oggi.
Castelseprio e Torba vanno dunque letti come parti di uno stesso sistema di controllo del territorio.
Castelnovate, sul Ticino
Esiste poi un altro luogo dell’attuale provincia di Varese direttamente citato dalle fonti relative al sistema difensivo teodoriciano: Castelnovate, oggi frazione di Vizzola Ticino.
Treccani la comprende, insieme a Castelseprio, tra i capisaldi della linea fortificata settentrionale.
La posizione sul Ticino era strategica: quest’area permetteva di controllare importanti comunicazioni tra l’arco alpino e la Pianura Padana.
Il Varesotto di quindici secoli fa, insomma, era tutt’altro che periferico.
Era una terra di passaggio, di confine e di controllo militare.
La sorprendente scoperta di Voltorre
Ma Castelseprio, Torba e Castelnovate non esauriscono le testimonianze varesine dell’età gota.
Una ricerca scientifica pubblicata nel 2025 sulla rivista archeologica LANX dell’Università degli Studi di Milano ha riesaminato gli scavi effettuati nel 2001 presso il Priorato di Voltorre, a Gavirate.
Le indagini avevano rivelato che il complesso medievale sorse sopra due chiese precedenti fino ad allora sconosciute.
La seconda, meglio conservata, presenta secondo lo studio un impianto bizantino di età gota.
Il luogo si trovava inoltre lungo un’importante direttrice antica, la pedemontana Comum-Verbanus, che metteva in comunicazione il territorio comasco con quello del Verbano.
È necessario però distinguere il dato archeologico dall’interpretazione storica: non abbiamo prove che la chiesa sia stata costruita per ordine di Teodorico. Possiamo invece affermare che gli archeologi la collocano nel contesto dell’età gota.
Dopo Teodorico arrivarono Bizantini e Longobardi
Teodorico morì a Ravenna il 30 agosto 526.
Il Regno ostrogoto gli sopravvisse, ma entrò progressivamente in crisi. Nel 535 l’imperatore Giustiniano diede inizio alla lunga guerra greco-gotica per riconquistare l’Italia.
Alla metà del VI secolo il regno degli Ostrogoti scomparve.
Nel 568 furono i Longobardi ad attraversare le Alpi e a conquistare gran parte dell’Italia.
Castelseprio sopravvisse ancora una volta e divenne un centro fondamentale dell’organizzazione territoriale longobarda e successivamente carolingia.
È proprio questa continuità a rendere Castelseprio straordinaria: prima fortezza tardo-romana e gota, poi centro longobardo e carolingio, fino a diventare uno dei grandi protagonisti della storia medievale del nostro territorio.
Millecinquecento anni dopo
Sono trascorsi 1500 anni dalla morte di Teodorico.
La memoria del grande sovrano ostrogoto è legata soprattutto a Ravenna e al celebre mausoleo che ancora porta il suo nome. Ma una parte della storia dell’Italia di Teodorico passa anche attraverso la provincia di Varese.
Passa dalle mura di Castelseprio, dalla torre di Torba, dall’antico presidio di Castelnovate e, secondo le più recenti ricerche archeologiche, dalla chiesa di età gota individuata sotto il Priorato di Voltorre.
Luoghi oggi immersi nel paesaggio varesino che, quindici secoli fa, appartenevano a un territorio strategico per la difesa e le comunicazioni dell’Italia settentrionale.
Il 30 agosto 526 Teodorico moriva a Ravenna.
Millecinquecento anni dopo, per ritrovare una piccola parte del mondo che governò, non occorre andare così lontano.
Basta attraversare il nostro Varesotto.
