A Viggiù una bella prova d’amore

di Andrea Bortoluzzi

Giovedì 24 settembre alle 10 e 30 Anna Torterolo accompagna chi fosse interessato alla visita della mostra Alle origini di Turandot | Renato Simoni, allestita a Villa Borromeo e che chiuderà il 27 settembre 2026. Quota di partecipazione Euro 10. La visita è patrocinata da Italia Nostra Sezione di Varese.

Anna Torterolo lavora a Brera dove svolge seminari e lezioni e svolge attività di ricerca. Collabora con importanti istituzioni e associazioni culturali come consulente storico-artistico; ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra le quali il catalogo della mostra Da Brera alle Piramidi che ha organizzato presso la Biblioteca Braidense.

Si dice Viggiù…..

Si dice Viggiù e si pensa subito ai pompieri……con una forza che ha dell’incredibile quella canzonetta surreale piena di doppi sensi allegri ed ingenuotti passa attraverso le generazioni.

Ma dov’è Viggiu’ e perchè andare a Viggiù?

Viggù ha circa 5000 abitanti ed è in provincia di Varese e ci andremo perchè nella neoclassica Villa Borromeo è allestita una mostra che evoca un momento straordinario……Siamo alla Scala, è il 25 aprile del 1926, un anno politicamente ed economicamente assai duro.

Il maestro Toscanini alza la bacchetta e dirige la prima dell’opera TURANDOT di Giacomo Puccini.

Puccini è morto lasciando l’opera incompiuta e Toscanini, nel momento struggente del “Non piangere Liù”, si commuove, lui, l’uomo d’acciaio.

Perchè questa mostra dedicata a TURANDOT proprio a Viggiù?

Perchè il librettista, Renato Simoni, abitava a Viggiù e amava la caccia, come Giacomo Puccini. I due si incontrarono nel roccolo di Simoni proprio a Viggiù.

C’è tutta la poesia della vita in questa immagine: due cacciatori (e per noi oggi la caccia è attività inutile e crudele) si incontrano e creano una delle opere più struggenti di tutti i tempi, la cui filosofia finale è il trionfo dell’amore.

“All’alba vincerò” è infatti grido di battaglia ma soprattutto inno alla passione.

Lì vicino, sempre a Viggiù, è la gipsoteca dedicata ad Enrico Butti, scultore scapigliato formatosi a Brera che aderì al socialismo rinunciando ai monumenti commemorativi più accademici per rappresentare la vita dei contadini…..

Insomma, una giornata particolare e, mi raccomando, riascoltate la TURANDOT….

Colta e orecchiabile insieme…fatta per dare energia. Anna Torterolo.