Cent’anni di Varese capoluogo. Un traguardo che festeggeremo tra due anni: la Provincia di Varese viene infatti istituita con Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927 e il ruolo di capoluogo viene conferito a Varese, ai tempi ancora piccolo borgo che da quella data inizia il suo percorso di crescita e modernizzazione, aggregando numerosi comuni limitrofi, fino ad allora autonomi.
Una ricorrenza importante, che può rappresentare un punto di arrivo o un punto di partenza per la Città Giardino, che ormai da anni è in cerca di una vocazione, un’identità, sulla quale edificare il proprio futuro.
Alla ricerca di un’identità
A indicare la via che Varese potrebbe seguire, valorizzando le enormi ricchezze naturali e artistiche di cui dispone, ci aveva pensato quasi un secolo e mezzo fa un giovane cronista di appena ventitré anni, il quale, dopo essersi fatto le ossa nel mondo del giornalismo milanese, decide di tornare nella sua città natale e portarvi il suo spirito critico e la sua voglia di fare giornalismo.
Giovanni Bagaini, fondatore della Cronaca Prealpina (ancora oggi pubblicata con il nome de La Prealpina), fin dal primo numero del giornale – 2 dicembre 1888 – esorta i propri concittadini a valorizzare il turismo, seguendo l’esempio della vicina Svizzera.
Fin dall’esordio della nuova testata giornalistica, Bagaini dimostra l’acume, che lo contraddistingue nei decenni a venire: sguardo attento e costruttivo sulla città e sul circondario, che si concretizza con la capacità di non limitarsi a raccontare i fatti sulle pagine della testata, ma di guidare battaglie per lo sviluppo del territorio e della società varesina.
Nel corso della sua epopea giornalistica Bagaini ha sempre a cuore la crescita di Varese e crede fermamente nel turismo come strumento principale per raggiungere l’obiettivo.
Arriva a scrivere e pubblicare diverse edizioni di una guida turistica ad hoc.
La sua visione precede di decenni le politiche di rilancio turistico che stanno venendo portate avanti in città e in provincia a partire dagli anni Duemila.
Fondatore della Cronaca Prealpina e “fondatore” della nuova provincia
Siamo partiti dalla ricorrenza del centenario e siamo arrivati a parlare del fondatore della Cronaca Prealpina, non soltanto per rilanciare la sua idea di sviluppo del territorio, ma anche perché Bagaini ha avuto un ruolo di primissimo piano nella nascita della nuova provincia e nel ruolo guida conferito alla Città Giardino: non solo porta avanti la battaglia sulle pagine del suo giornale, ma guida anche il “comitato promotore” che interloquisce con il governo per ottenere la creazione della nuova unità territoriale.
La battaglia viene vinta nel 1927, contro una serie di avversari di non poco conto, in particolare analoghi gruppi di notabili che spingono affinché vengano valorizzati centri come Gallarate e Busto Arsizio. Ma a spuntarla sono i varesini.
Bagaini, l’anno successivo, riceve un’onorificenza dal Comune di Varese per i suoi meriti. Purtroppo è anche l’ultimo anno in cui rimane alla guida del suo giornale: nell’ottobre del 1928 viene sollevato dalla direzione, vittima di un gioco di potere che vede protagonista il deputato fascista gallaratese Carlo Gnocchi.
Torna scrivere sulle pagine del giornale da lui fondato solo nel 1937, su invito dell’allora direttore Nicolò Giani, e si dedicherà ad articoli di cronaca che hanno come argomento il tema a lui più caro: lo sviluppo di Varese.
Alla figura di Bagaini, come varesini e come giornalisti, siamo fortemente debitori. E nel solco da lui tracciato, speriamo di fare la nostra piccola parte per la nostra comunità.
Marco Tavazzi