di Valentina Fumagalli
Chi entra oggi nel cantiere dell’ex caserma Garibaldi vede un grande corpo tardo ottocentesco a tre piani più sottotetto, affacciato sulla piazza e chiuso ad anello intorno a corti interne. È un’architettura di semplicità formale, pensata per ospitare centinaia di militari più che per stupire: murature economiche, pochi elementi decorativi, portici regolari su via Magenta e su piazza.

I dettagli, però, raccontano un’attenzione alla dignità del luogo: le cornici delle finestre e i davanzali dei porticati in “pietra chiara di Viggiù”, le scale in beola ricavata da “trovanti”, il pavimento in pietra del portico storico. La caserma si inserisce lungo l’antica via per Milano, asse infrastrutturale che guiderà l’espansione della città verso sud-est dopo l’arrivo della ferrovia.
Nel Novecento l’edificio assorbe addizioni, superfetazioni, cambi d’uso: uffici, aule per commissioni tributarie, controsoffitti e pavimenti in materiali plastici. Intanto attorno cambia tutto: il mercato bovino, il demolito Mercato Coperto anni Trenta, la costruzione del centro commerciale “Le Corti” e, negli anni ’90, il grande autosilo interrato che indebolisce le fondazioni della caserma.
Nel 2007 il Comune acquista l’immobile, già vincolato dalla Soprintendenza, e inizia una lunga stagione di concorsi e ipotesi: demolire in parte, farne un giardino, un parcheggio, una nuova sede per Polizia locale e Guardia di Finanza. Il concorso internazionale per piazza Repubblica e la ex caserma mette a sistema edificio storico, nuova piazza e teatro, cercando un equilibrio tra conservazione e nuove volumetrie.

Negli anni si moltiplicano anche i progetti di riuso culturale: tra questi, il lavoro del Politecnico di Milano che immagina la caserma come grande biblioteca pubblica, sfruttando la linearità dei corridoi e la sequenza dei portici per organizzare spazi di lettura e studio.
La svolta arriva con il progetto firmato dallo studio DAP: un Polo culturale che porta qui la Biblioteca civica di Palazzo Estense, la biblioteca dei ragazzi “Gianni Rodari” e nuovi spazi per cultura, formazione e socialità. Nel cuore del complesso nascerà la “Corte dei libri”, giardino interno ispirato alla brughiera lombarda, pensato come luogo di condivisione e di iniziazione alla lettura per i più piccoli.
La facciata su piazza Repubblica è ormai quasi completamente restaurata: da “sgarrupata” a “riportata alla memoria storica”, come ha detto l’assessore ai lavori pubblici, ricordando che nel 2013 era stata chiusa per rischio crollo. Ma la vera sfida architettonica si gioca dentro: trasformare un edificio nato per la disciplina militare in uno spazio fluido, accessibile, luminoso, dove libri, archivi e persone possano convivere senza snaturare l’impianto storico.
In questo senso, la Garibaldi è un laboratorio di rigenerazione urbana italiana: recuperare un manufatto ottocentesco vincolato, inserirlo in un sistema di spazi pubblici e nuove funzioni, e farne il perno di una piazza che, per decenni, è stata soprattutto parcheggio e “buco nero” del centro.
