Il volo di Bartali sul lastricato di largo Flaiano

di Paolo Costa

Quel corridore che lascia via Magenta e piega a sinistra sul ponte della ferrovia, incurante dell’insidioso lastricato bagnato, è Gino Bartali, in fuga da solo.

La vecchia foto, già circolata nel web qualche tempo fa, rispunta dal cassetto e ci permette un tuffo nella memoria collettiva con un largo Flaiano di tanti anni fa.
Tempo terribile, diluvia. I soldati con cappotto e marsina, provenienti probabilmente dalla vicina caserma Garibaldi, ci fanno capire che fa anche molto freddo.
Cerchiamo di approfondire, per risalire a una data. Che corsa è? Non la Tre Valli, che si svolge nella bella stagione.
Forse il Lombardia, la classica delle foglie morte. Ci aiuta Luca Carraro, cultore della storia del ciclismo ed espertissimo frequentatore di archivi sportivi. È il 22 ottobre 1939, domenica, la Germania ha invaso la Polonia da un paio di mesi e il mondiale di ciclismo, in calendario proprio a Varese, è stato annullato. L’ultima possibilità dell’annata per conquistare un traguardo prestigioso è il Lombardia.

Bartali, che ha perso il Giro d’Italia da Giovanni Valetti, vuole dimostrare di essere ancora il più forte della compagnia.
Il percorso (da Milano a Milano) si snoda tra comasco e varesotto transitando da Valbrona, Ghisallo, Marchirolo e Brinzio per 231 km. totali.
Gino rompe gli indugi dopo Ponte Tresa e sulla salita che da Rancio porta a Brinzio si scatena staccando tutti. In centro Varese, come documentato nella foto d’epoca, transita in perfetta solitudine per poi dedicarsi a una straripante galoppata lungo la Varesina. Infine, dopo 6 ore e 51 minuti di corsa, si presenta al Vigorelli con 3’35” di vantaggio su Adolfo Leoni, che s’aggiudica la volata del gruppetto di inseguitori. La media finale del vincitore è pari a 33,774 kmh. I partenti erano stati 75, arrivano in 27. Al via si era schierato anche un debuttante ventenne, inserito nella categoria degli indipendenti (cioè gli atleti non accasati in una squadra).
Era Fausto Coppi – non ancora Campionissimo -, costretto al ritiro a causa di due forature, problemi insormontabili per chi non poteva avere assistenza.