Ancora viva la grande ondata di emozione che ha accompagnato il funerale di Pietro Macchione, l’editore di Varese scomparso lo scorso 19 gennaio, La Varese Nascosta ha deciso di interpretare il sentimento popolare e proporre l’iscrizione del nome di Pietro Macchione nel Famedio come “cittadino illustre”.
Il Famedio, recentemente inaugurato nel porticato d’ingresso del cimitero di Giubiano, progettato alla fine dell’Ottocento dall’architetto Carlo Maciachini, è il memoriale che ricorda i cittadini illustri e benemeriti della città.
Ai 58 nomi già iscritti La Varese chiede di aggiungere anche quello di Macchione, motivato dal suo contributo straordinario, continuativo e insostituibile alla ricostruzione, alla tutela e alla diffusione della memoria storica, culturale e civile della città e del nostro territorio, e dall’eccellenza e dall’ampiezza della sua produzione editoriale e storiografica.
Giunto a Varese alla fine degli anni Sessanta, Macchione aveva scelto questa città come luogo di vita, di impegno civile e di lavoro intellettuale, facendone il centro ideale e operativo di tutta la sua attività.
Come studioso e storico, Macchione ha svolto un’opera pionieristica di ricostruzione della storia varesina contemporanea, colmando vuoti storiografici e riportando alla luce temi, personaggi e vicende spesso dimenticati o trascurati. Attraverso articoli, rubriche giornalistiche e oltre trenta volumi come autore principale, ha raccontato la storia politica, sociale, industriale e culturale di Varese e della sua provincia: dalla Resistenza ai bombardamenti del 1944, dal Risorgimento allo sviluppo industriale, dall’età del Liberty alle trasformazioni urbanistiche del Novecento.
Particolare importanza ha il suo lavoro sulla storia dell’industria varesina, che ha restituito dignità storica e consapevolezza collettiva a un patrimonio produttivo spesso sottovalutato dagli stessi varesini. Opere come Varese giardino d’Industria, Una provincia industriale, le monografie sulla Macchi, sulla Franco Tosi, su Angelo Poretti e su numerose realtà imprenditoriali locali costituiscono oggi fonti imprescindibili per studiosi, istituzioni e cittadini.
Non meno rilevante è stata la sua attività di riscoperta e valorizzazione di figure culturali varesine, tra cui Gianni Rodari, Guido Morselli, Piero Chiara, Liala, designer come Bertoni, artisti, intellettuali e protagonisti della vita civile. In particolare, la sua lunga ricerca su Rodari ha portato a risultati di valore nazionale, culminati nella Storia del giovane Rodari, che ha chiarito aspetti inediti e decisivi della formazione dello scrittore.
Accanto al lavoro storiografico, Macchione ha avuto un ruolo centrale anche come giornalista culturale.
Per oltre dieci anni ha curato rubriche di storia locale su La Prealpina, contribuendo a formare una coscienza storica diffusa e attualizzata, capace di unire rigore documentario e qualità narrativa, e rendendo accessibile la storia a un pubblico ampio e trasversale.
Docente al suo arrivo dalla natia Calabria, per circa vent’anni aveva insegnato a Venegono Superiore, Busto Arsizio e Varese, affiancando all’insegnamento l’ attività sindacale e politica promuovendo nel 1974 la nascita dell’ITPA (poi Nuccia Casula). Macchione ha servito Varese anche come amministratore pubblico, ricoprendo per diciotto anni il ruolo di consigliere comunale e negli anni Novanta quello di assessore all’Urbanistica. In questo ambito ha promosso politiche di tutela del patrimonio storico e paesaggistico, opponendosi alla speculazione edilizia e favorendo interventi di recupero urbano che hanno inciso in modo duraturo sull’identità della città.
Fondamentale è la sua opera come editore. Nel 1994 ha fondato la Macchione Editore, trasformandola in pochi anni in una delle più importanti realtà editoriali indipendenti italiane. Con un catalogo di quasi duemila titoli prevalentemente legati alla città e al suo territorio, tra storia locale, arte, economia, guide turistiche, memorie collettive e racconti di vita, la casa editrice ha dato voce a storici, studiosi, narratori e giovani autori, diventando un presidio culturale essenziale per Varese e per ampie aree del Nord Italia.
Grazie a Macchione, opere fondamentali come la Storia di Varese di Luigi Ambrosoli hanno potuto vedere la luce ed essere promosse sul territorio nazionale.
L’eredità più preziosa che ci lascia Pietro Macchione è un catalogo di titoli quasi interamente dedicati a Varese, punto di riferimento per studiosi e appassionati, costruito con chiara visione: valorizzare il territorio, le sue competenze e la sua memoria, contribuendo alla costruzione di un patrimonio culturale condiviso.
Docente al suo arrivo dalla natia Calabria, per circa vent’anni ha insegnato a Venegono Superiore, Busto Arsizio e Varese, promuovendo nel 1974 la nascita dell’ITPA (poi Nuccia Casula) e affiancando all’insegnamento l’attività sindacale e politica. Macchione infatti ha servito Varese anche come amministratore pubblico, ricoprendo per diciotto anni il ruolo di consigliere comunale e quello di assessore all’Urbanistica. In questo ambito ha promosso politiche di tutela del patrimonio storico e paesaggistico, opponendosi alla speculazione edilizia e favorendo interventi di recupero urbano che hanno inciso in modo duraturo sull’identità della città.
Pietro Macchione rappresenta un raro esempio di intellettuale civile completo: storico, editore, giornalista, amministratore, animatore culturale. Il suo lavoro ha contribuito in modo determinante a dare a Varese una coscienza di sé, restituendole la profondità della propria storia e la consapevolezza del proprio valore.
Per questi motivi nei prossimi giorni La Varese Nascosta depositerà l’istanza al Comune di Varese, con una dettagliata motivazione che onora Pietro Macchione, la sua pluridecennale dedizione alla città, l’altissimo valore culturale della sua opera e l’eredità che ha lasciato alle generazioni future. A Settembre 2025 si riunirà l’apposita Commissione comunale presieduta da Francesca Strazzi e composta da rappresentanti delle forze politiche presenti in Consiglio, e deciderà in merito all’apposizione della targa nel Famedio.
Elenco delle opere di Pietro Macchione come autore principale
Anni ’80–’90
1987 – Due secoli di teatro a Varese
1987 – L’oro e il ferro. Storia della Franco Tosi
1991 – Una provincia industriale. Miti e storia dello sviluppo economico tra varesotto e alto
milanese
1992 – Premiata ditta
Anni 2000
1999 – Terra di pionieri. L’industria a Gallarate e nei centri della brughiera
2001 – Olona. Il fiume. La civiltà. Il lavoro
2005 – Ciùmbia! Modi di dire popolari nella parlata bosina
2005 – Amarcord del territorio varesino
2006–2010
2006 – Il sangue e la memoria. La punizione dei fascisti in provincia di Varese2007 – Effetto Garibaldi. Storia degli anni che cambiarono Varese
2007 – Velocità Varese
2010 – Ho rubato la Gioconda. Storia di Vincenzo Peruggia e del più celebre furto d’arte
2010 – Aprile 1944. Varese sotto le bombe
2011–2015
2011 – Varese energy
2012 – Enrico Tosi. Vent’anni di passione politica e sociale tra Busto Arsizio, Varese e Roma (1945-
1962)
2013 – Angelo Poretti & C.
2013 – Storia del giovane Rodari
2014 – Varese, Kursal e Palace Hotel. Storia, immagini e protagonisti della stagione del liberty e del
turismo
2014 – Varese benessere
2015 – Casbeno, i casbenàt, il circolo
2016–2023
2016 – Io Vincenzo Peruggia da Dumenza ho rubato la Gioconda e per 28 mesi l’ho tenuta tutta per me
2020 – L’utopia rivoluzionaria del 1889. Tra Legnano, Busto Arsizio, Gallarate e Varese
2023 – Draghi e laghi. Storie come racconti