Varese dedica Le Vele di Frattini a Giuseppe Zamberletti

A Villa Recalcati, in una mattina d’inverno, Varese ha scelto di ricordare Giuseppe Zamberletti senza retorica, come sarebbe piaciuto a lui. Un’opera d’arte, Le Vele di Vittore Frattini, all’ingresso della sede della Provincia: un segno sobrio e potente per raccontare un uomo che ha cambiato il modo di affrontare le emergenze nel nostro Paese.

«Lo chiamiamo nostro onorevole – ha detto il presidente della Provincia Marco Magrini – perché la provincia di Varese non può che essere grata a ciò che ha fatto. Qui c’è la sede della Protezione civile, qui il suo nome è casa». Parole che restituiscono il legame profondo tra Zamberletti e questo territorio. 

Fu definito “architetto della rinascita”. Non per caso. In Friuli, dopo il terremoto del 1976, iniziò controvento, tra diffidenze e macerie. Poi capì che quel modello funzionava e “mise il vento in poppa”, costruendo un sistema fondato su previsione, prevenzione, soccorso e superamento. «Era un architetto nel senso più alto – ha spiegato il suo storico collaboratore Lorenzo Alessandrini – ha progettato un modello che ancora oggi funziona ed è riconosciuto anche all’estero».

Alla cerimonia non c’era distanza tra istituzioni e persone. Accanto alle autorità, amici e collaboratori di sempre. Il prefetto, Salvatore Pasquariello, ha ricordato una delle sue eredità meno visibili ma decisive: la rete dei radioamatori per le comunicazioni di emergenza, oggi intitolata a lui. «Un’attività discreta – ha sottolineato – ma strategica per la sicurezza del Paese».

Nel messaggio inviato per l’occasione, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha ricordato come Zamberletti seppe trasformare «un’emergenza in un modello organizzativo riconosciuto a livello internazionale», mantenendo sempre un legame autentico con la sua terra.

Vittore Frattini lo ha ricordato così: «Un uomo di grande cultura, ma di una semplicità meravigliosa. Sempre in prima fila, mai sopra gli altri». Le Vele non celebrano un monumento, ma un movimento. Perché Zamberletti, più che lasciare un segno, ha insegnato a navigare. Anche quando il vento soffia contrario.