Un varesino lungo il cammino della fiamma: Giacomo Spartà a Vigo di Fassa

C’è un momento, nel viaggio della fiaccola olimpica, in cui il grande evento torna umano. Succede quando la torcia passa di mano in mano, attraversa paesi, strade di montagna, piazze silenziose, e si affida ai passi di persone comuni.
In questi giorni, tra i protagonisti di questo percorso c’è anche Giacomo Spartà (classe 1982), originario di Varese, impegnato in una delle tappe alpine della staffetta che accompagna il fuoco verso il braciere finale di Cortina d’Ampezzo.

La sua tappa si svolge a Vigo di Fassa, nel cuore delle Dolomiti: un territorio che rende ancora più potente il significato del gesto. Qui la fiamma non è solo simbolo sportivo, ma diventa racconto di comunità, di paesaggi attraversati lentamente, di un’Italia che si riconosce in un cammino condiviso.
Portare la fiaccola significa rappresentare valori semplici e profondi: continuità, impegno, partecipazione. È un’esperienza intensa, che mette al centro la persona prima ancora dell’evento, e che trasforma ogni singola tappa in una piccola storia a sé.

Per Giacomo è un momento personale e autentico, vissuto lontano dai riflettori principali, ma dentro un flusso che unisce territori diversi sotto lo stesso cielo invernale.
Nota a margine, per chi segue da anni la vita culturale varesina: Giacomo è anche figlio di Gianni Spartà, storica firma del giornalismo locale e autore di numerosi libri dedicati al territorio e ai suoi protagonisti. Un legame familiare che aggiunge una sfumatura affettiva alla notizia, ma che non toglie centralità al percorso personale di Giacomo e al valore simbolico della sua partecipazione.