Ci sono appuntamenti che appartengono alla città come le sue ville, i suoi laghi, i suoi silenzi. La presentazione del Premio Chiara è uno di questi. Questa mattina, a Villa Recalcati, Varese ha ritrovato uno dei suoi riti più profondi: quello della parola che unisce generazioni.
La XXXVIII edizione si è aperta così, con la misura delle cose importanti e con un’emozione che non aveva bisogno di essere dichiarata. È la prima senza Bambi Lazzati, l’anima instancabile che per quasi quarant’anni ha guidato il Premio trasformandolo in un presidio culturale riconosciuto ben oltre i confini insubrici. La sua assenza si è trasformata in una presenza sottile, fatta di memoria e responsabilità.
Il titolo scelto per il 2026 è “La nuova stagione”. Un titolo che racconta un passaggio di testimone. L’anno coincide con il quarantennale della morte di Piero Chiara, scomparso a Varese il 31 dicembre 1986, e sarà attraversato dal segno #Chiara8626, un invito a rileggere la sua opera con occhi contemporanei.
Da febbraio a maggio, undici appuntamenti gratuiti porteranno in città protagonisti della narrativa, della saggistica, della storia, dello sport e della musica. Un mosaico di incontri pensati per tenere insieme linguaggi diversi e pubblici differenti.
Il momento più atteso sarà il 24 maggio al Teatro Sociale di Luino, quando il Premio Chiara alla Carriera verrà consegnato a Riccardo Muti, in dialogo con Andrea Kerbaker e con la conduzione di Claudia Donadoni. Un riconoscimento che unisce la musica alla letteratura, nel segno dell’eccellenza e della fedeltà all’arte.
Accanto al premio “maggiore”, dedicato alle raccolte di racconti edite tra maggio 2025 e aprile 2026, tornano il Premio Chiara Giovani (15-20 anni) e il Premio Chiara Inediti per chi desidera pubblicare una raccolta di racconti. Si aggiungono il Premio Chiara 12-14, dedicato ai più giovani sulla traccia “Gioco”, e “Una voce per Piero Chiara”, concorso per podcast narrativi che invita a esplorare nuove forme di racconto. Più avanti sarà bandito anche il concorso di filmmaking ispirato ai racconti chiariani.
C’è poi un segnale concreto di radicamento: la convenzione con il Comune di Varese che garantirà al Premio una sede a Palazzo Estense e, in prospettiva, negli spazi della futura Caserma Garibaldi. La cultura non come evento episodico, ma come presenza stabile nel tessuto cittadino.
Il 20 giugno a Villa Panza verranno annunciati i finalisti, mentre la finale è fissata per il 18 ottobre alle Ville Ponti. Date che scandiscono il tempo di una città che sa ancora fermarsi ad ascoltare.
Il Premio Chiara continua il suo cammino, saldo nella tradizione e aperto al nuovo, portando nel cuore il ricordo di Bambi Lazzati. Qui risiede la sua forza più autentica: unire linguaggi molteplici e generazioni diverse sotto il segno del racconto.
