L’8 maggio 1951, a Milano, si spegneva Piero Puricelli, una figura che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle infrastrutture italiane e non solo. Il suo nome è infatti legato a un’idea rivoluzionaria che avrebbe cambiato per sempre il modo di muoversi: l’autostrada.
Puricelli è ricordato, anche a livello internazionale, come l’ideatore della prima autostrada al mondo progettata esclusivamente per il traffico automobilistico: la Milano–Laghi, oggi parte della Autostrada dei Laghi A8.
In un’epoca in cui l’automobile era ancora un mezzo per pochi, Puricelli ebbe una visione modernissima: creare una strada dedicata solo ai veicoli a motore, separata dal traffico tradizionale. Un’idea che oggi diamo per scontata, ma che allora rappresentava una vera rivoluzione.
Questa infrastruttura non solo collegò Milano con il territorio dei laghi lombardi, ma contribuì in modo decisivo allo sviluppo economico e turistico di tutta l’area, Varese compresa.
Monza e la velocità: la nascita dell’autodromo
Un’altra grande opera legata al suo nome è l’Autodromo Nazionale Monza, progettato insieme ad Arturo Mercanti e Alfredo Rosselli. Costruito nel 1922 per celebrare i 25 anni dell’Automobile Club di Milano, l’autodromo fu realizzato in tempi record: appena 110 giorni. Il tracciato, lungo circa 10 chilometri, combinava un circuito ad alta velocità e uno stradale, collegati tra loro.
Fu uno dei primi impianti permanenti al mondo, preceduto solo da Indianapolis Motor Speedway e Brooklands, e divenne presto noto come “il tempio della velocità”.
Un imprenditore tra industria e politica
Già nel 1914 Puricelli aveva fondato la Società Puricelli Cave e Strade, che durante la Prima guerra mondiale collaborò con il Genio militare. Il suo percorso imprenditoriale si intrecciò poi con quello politico. Nel 1925 aderì al Partito Nazionale Fascista e nel 1929 fu nominato senatore del Regno d’Italia. Ricoprì inoltre incarichi di rilievo, tra cui la vicepresidenza della Banca Commerciale Italiana.
Nel 1942 avanzò anche una proposta lungimirante: la creazione di una grande arteria autostradale verso il Mezzogiorno, anticipando di fatto le politiche infrastrutturali che sarebbero state sviluppate negli anni Cinquanta.
Il dopoguerra e gli ultimi anni
Dopo la Seconda guerra mondiale, Puricelli fu prosciolto dalle accuse di collaborazionismo legate al regime fascista e tornò a operare nel settore immobiliare. Morì a Milano l’8 maggio 1951, lasciando in eredità un’idea – quella di mobilità veloce e moderna – che ancora oggi rappresenta una delle colonne portanti dello sviluppo economico italiano.
Per il nostro territorio, il nome di Puricelli non è solo storia nazionale, ma parte integrante della vita quotidiana. L’Autostrada dei Laghi ha infatti contribuito in modo determinante a collegare Varese con Milano, favorendo lavoro, turismo e crescita. Ogni volta che percorriamo quell’arteria, spesso senza pensarci, stiamo attraversando un’intuizione nata oltre un secolo fa.