Commercio in sicurezza: una firma, un impegno comune.

Ieri sera, venerdì 6 novembre, presso la sede dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Varese, si è tenuto un incontro di fondamentale importanza per il presente e, soprattutto, per il futuro del nostro territorio.

“Commercio in sicurezza – Una firma, un impegno comune” non è stato soltanto il titolo di un appuntamento istituzionale, ma la dichiarazione di una volontà precisa: fare rete, condividere responsabilità, costruire strumenti concreti per tutelare le nostre città, le imprese, gli esercizi commerciali e le persone che ogni giorno contribuiscono a mantenerli vivi.

Un sentito ringraziamento va ai relatori che hanno accolto immediatamente l’invito promosso nell’ambito di Confesercenti Varese, attraverso la direttrice Rosita De Fino, comprendendo l’importanza di sedersi intorno a un tavolo per affrontare insieme una questione che non può e non deve conoscere divisioni.

Grazie a Niccolò Cescon, Viceprefetto aggiunto e dirigente dell’Area I – Ordine e Sicurezza Pubblica e Tutela della Legalità Territoriale; ad Anna Deligios, direttore della Camera di Commercio di Varese, presente in rappresentanza dell’ente al posto del presidente Mauro Vitiello; all’avvocato Luca Marsico e a Roberto Leonardi, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Varese, che ha moderato l’incontro.

La loro presenza testimonia quanto sia importante costruire una sinergia autentica tra istituzioni, associazioni di categoria, professionisti, rappresentanti del territorio e Forze dell’Ordine.

La sicurezza è un diritto. La paura è il nemico da sconfiggere.

C’è una parola che deve essere al centro della nostra riflessione: paura.

La paura di aprire il proprio negozio, di lavorare fino a sera, di subire un furto, un’aggressione, un atto di vandalismo. La paura che lentamente rischia di trasformarsi in rassegnazione, sfiducia e isolamento.

E questo non possiamo permetterlo.

Non possiamo consentire che la paura spenga le luci delle nostre città. Non possiamo permettere che sia la paura ad abbassare le serrande dei nostri negozi.

Ogni insegna illuminata, ogni vetrina, ogni attività di vicinato rappresenta molto più di un servizio commerciale: rappresenta presidio, presenza, relazione, socialità e vita.

Una città sicura è una città che vive. E una città che vive è una città nella quale il commercio continua a essere protagonista.

Per questo è fondamentale non nascondersi dietro il problema, ma affrontarlo apertamente, con responsabilità e determinazione.

Fare rete significa non lasciare solo nessuno.

L’incontro di ieri sera ha ribadito un principio essenziale: nessun imprenditore, nessun commerciante, nessun esercente deve sentirsi solo davanti alle difficoltà.

Il dialogo costante con le Forze dell’Ordine, la collaborazione tra enti e associazioni, la possibilità di segnalare tempestivamente situazioni critiche, denunciare episodi illeciti e mantenere alta l’attenzione sul territorio costituiscono strumenti fondamentali di prevenzione.

Occorre sapere che esistono interlocutori, porte aperte, persone e istituzioni pronte ad ascoltare.

La sicurezza non si costruisce nell’isolamento, ma nella condivisione. Non attraverso la paura, ma attraverso la fiducia.

Ed è proprio questo il valore della rete che Confesercenti si impegna quotidianamente a rafforzare.

Un altro punto fondamentale: sostenere il commercio di prossimità.

Accanto alla sicurezza emerge un secondo tema, altrettanto importante: la sopravvivenza e il rilancio del piccolo commercio.

Le nostre attività di vicinato, i negozi, i pubblici esercizi, le imprese e i servizi affrontano quotidianamente difficoltà economiche e una concorrenza sempre più impegnativa, soprattutto da parte dei grandi colossi del commercio online.

È necessario tradurre questa consapevolezza in proposte concrete.

Una delle strade da sostenere è quella di destinare risorse pubbliche, anche attraverso strumenti alimentati dal gettito fiscale dei grandi operatori del web, al sostegno del commercio di prossimità, chiedendo al Governo politiche capaci di tutelare e valorizzare chi investe e lavora ogni giorno nei nostri territori.

Risorse per aiutare le piccole imprese non soltanto a sopravvivere, ma a vivere, crescere, innovarsi e, quando necessario, rinascere.

Perché difendere il commercio di vicinato significa difendere l’identità stessa delle nostre comunità.

La sussidiarietà come impegno quotidiano.

È proprio in questo contesto che assume un valore centrale il principio della sussidiarietà.

Significa costruire una collaborazione reale tra istituzioni e realtà territoriali, valorizzando il ruolo delle associazioni, delle imprese e delle comunità.

Significa non attendere che i problemi diventino emergenze, ma lavorare insieme per prevenirli.

L’impegno condiviso emerso ieri sera, nel percorso dedicato alla proposta di legge e ai protocolli di sicurezza, rafforza una volontà comune: trasformare il confronto in azioni, le parole in strumenti, la disponibilità in risultati.

Confesercenti Varese porta avanti da tempo questa visione, nella convinzione che il futuro delle nostre imprese passi necessariamente attraverso la collaborazione, l’ascolto e una responsabilità collettiva.

Un invito a tutti: diventiamo divulgatori di questa rete.

L’incontro di ieri non deve rappresentare un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza.

A tutti coloro che hanno partecipato, ai relatori, ai rappresentanti istituzionali, agli imprenditori e a chi ogni giorno crede nel valore del proprio territorio va il nostro ringraziamento.

Ma anche un invito.

Diventiamo tutti divulgatori di questa opportunità.

Facciamo sapere a chi lavora, a chi investe, a chi incontra difficoltà e a chi teme per la sicurezza della propria attività che esistono realtà pronte a confrontarsi, ascoltare, sostenere e collaborare.

Facciamo sapere che quelle mani sono tese le une verso le altre, con la volontà di costruire una rete vera, concreta, accessibile.

Perché la sicurezza è un impegno comune. La tutela delle imprese è una responsabilità condivisa. E il futuro delle nostre città dipende anche dalla capacità di rimanere uniti.

Teniamo accesa la luce. Quella dei negozi, delle strade, delle imprese. Ma soprattutto quella della fiducia.

Perché una città che non ha paura di vivere è una città che ha ancora voglia di crescere.