Dalle aule alla Casa delle Associazioni, la scuola Baracca rinasce dopo 80 anni

Sabato mattina, 17 ottobre, alla scuola Baracca di Capolago è tornata la musica. Quella della banda Giuseppe Verdi, che ha accompagnato l’inaugurazione della nuova Casa delle Associazioni. Dove per quasi ottant’anni si sono sentite le voci dei bambini, ora troveranno spazio prove musicali, incontri, laboratori e iniziative culturali. Per l’edificio di via del Gaggio si apre un nuovo capitolo, cominciato nel 1946 con i primi alunni e interrotto nel 2024 dall’ultima campanella.

Per quasi ottant’anni la Baracca ha accolto i bambini di Capolago, diventando un punto di riferimento per le famiglie del quartiere. Tra quelle aule sono passate intere generazioni, fino a quando il calo delle iscrizioni ha reso inevitabile la chiusura. Nell’ultimo anno scolastico erano rimaste soltanto due classi della primaria, una quarta e una quinta, oltre alla sezione dell’infanzia.

La chiusura, nel giugno 2024, fu un piccolo lutto collettivo. Capolago salutò la sua scuola con una lunga tavolata in via Fè, una risottata per centinaia di persone e una mostra di vecchie fotografie. Ex alunni e insegnanti tornarono a riconoscersi negli scatti in bianco e nero, nelle immagini sbiadite degli anni Settanta e nelle fotografie digitali degli ultimi scolari.

Già allora si ragionava sul futuro dell’edificio. Dopo due anni di incontri, proposte e lavori, sabato sono stati restituiti al quartiere 1.200 metri quadrati distribuiti su tre livelli, destinati alle attività associative.

A occupare le vecchie aule saranno la Banda Giuseppe Verdi, Feel the Gap, In Ludo Veritas, Aido, il Gruppo Folkloristico Bosino e la Cooperativa di Capolago. Ci saranno spazi condivisi, una biblioteca, attività legate alla danza e al movimento. Tra i progetti ancora da completare figurano una sala di registrazione e una dedicata alla musicoterapia.

La trasformazione è stata accompagnata da un percorso di collaborazione tra Comune, associazioni e volontari. L’inaugurazione segna però soltanto l’inizio della nuova gestione. Bisognerà vedere come gli spazi saranno utilizzati, quanto riusciranno ad aprirsi agli abitanti e quali attività potranno diventare appuntamenti stabili.

Il futuro della Baracca dipenderà soprattutto da questo. Un tempo bastava il suono della campanella a riempire l’edificio ogni mattina. Adesso toccherà alle associazioni trovare nuove ragioni per far salire quelle scale ai bambini di oggi, ai loro genitori e a chi le percorreva già mezzo secolo fa.