Un documento di oltre due secoli fa racconta un episodio di gioco illegale nell’osteria del Teatro. Il commissario Medici dispone l’intervento delle guardie armate.
VARESE – 4 novembre 1797. Nella Varese di fine Settecento, tra i cambiamenti politici portati dall’arrivo dei francesi e le nuove istituzioni della Repubblica Cisalpina, anche il gioco d’azzardo finiva sotto l’attenzione delle autorità.
A raccontarlo è una breve ma significativa testimonianza storica, risalente al 4 novembre 1797, che documenta l’esistenza di giochi clandestini all’interno della trattoria del Teatro.
La notizia, riportata da Leopoldo Giampaolo sulla base delle annotazioni di Luigi Borri, riferisce:
«Tengonsi clandestinamente giochi di azzardo nella trattoria del Teatro. Il commissario di polizia Medici ordina che si proceda tosto all’arresto dei giocatori che verranno colti in flagrantie e al cittadino Giuseppe Lorenzini di eseguire con altre guardie armate tale suo comando».
Poche righe che restituiscono un frammento della vita quotidiana del borgo varesino.
L’ordine del commissario Medici era esplicito: i giocatori sorpresi in flagrante avrebbero dovuto essere arrestati. A eseguire il provvedimento sarebbe stato Giuseppe Lorenzini, affiancato da altre guardie armate.
Non sappiamo se gli arresti siano poi effettivamente avvenuti, né conosciamo l’identità dei frequentatori della trattoria coinvolti nelle partite clandestine. La testimonianza documenta infatti l’ordine impartito dalle autorità, non l’esito dell’operazione.
Le osterie e la vita sociale della Varese settecentesca
L’episodio si inserisce in una Varese nella quale osterie, locande e trattorie rappresentavano importanti luoghi di ritrovo e di socialità.
Una ricostruzione storica delle antiche attività di accoglienza cittadine ricorda che già nel 1778 Francesco III d’Este aveva concesso all’impresario teatrale Fontana la possibilità di esercitare un’osteria con servizio di ristoro e mescita, collegata all’attività del teatro.
La stessa ricostruzione menziona espressamente l’episodio del 4 novembre 1797, confermando la presenza di giochi d’azzardo nell’osteria del Teatro.
Il mondo teatrale varesino aveva conosciuto proprio in quegli anni una fase di trasformazione. Dopo l’esperienza del Teatro Ducale, inaugurato nel 1779, nel 1791 aveva aperto il Teatro Sociale, destinato a diventare uno dei principali punti di riferimento della vita culturale cittadina.
Una Varese in pieno cambiamento
Il 1797 fu un anno di profonde trasformazioni politiche e amministrative. La nascita della Repubblica Cisalpina, sotto l’influenza della Francia rivoluzionaria, introdusse nuove istituzioni e un diverso linguaggio pubblico.
Non è casuale che nel documento Giuseppe Lorenzini venga indicato come «cittadino», appellativo caratteristico della cultura politica repubblicana del tempo.
Eppure, accanto ai grandi avvenimenti della storia, continuavano a svolgersi le vicende ordinarie di una comunità: il lavoro, il commercio, gli incontri nelle osterie e, come dimostra questa testimonianza, anche le partite d’azzardo organizzate clandestinamente.
A distanza di 229 anni, quell’ordine di polizia ci restituisce un’immagine insolita della Varese del passato: una città ancora lontana dalla modernità, ma già attraversata da problemi e comportamenti che, sotto forme diverse, appartengono anche alla società contemporanea.
Un piccolo episodio di cronaca, rimasto custodito nelle carte della storia locale, che oggi torna a raccontare la vita quotidiana della Varese di un tempo.

Fonti storiche
- Leopoldo Giampaolo, Varese dall’avvento della Repubblica cisalpina alla fine del Regno italico. Cronaca ricavata dagli appunti di Carlo Castiglioni, di Luigi Borri e dai protocolli municipali di Varese, Varese, Tipografia Galli e C., 1959.
- Ospitalità a Varese: bettole, taverne, osterie, alberghi, ricostruzione storica dell’ospitalità varesina.
- VareSempre, Varese inaugura il Teatro Ducale, 4 ottobre 2026.
- Fernando Cova
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