di Marco Tavazzi
La memoria storica, soprattutto in una società di distrazione di massa come quella di oggi, è fondamentale per tenere unita una comunità e fornire conoscenze adeguate alle nuove generazioni.
Al giorno d’oggi siamo esposti a una quantità tale di informazioni – ne siamo letteralmente bombardati ogni giorno attraverso mezzi che inviano notifiche più veloci di un sospiro – che vedere uno strumento il Famedio, dove i nomi vengono incisi per durare nel tempo, ci fa sentire ancora parte di una comunità dalle solide fondamenta. Ci strappa dal mondo virtuale per portarci nella concretezza del reale. E qui il reale è uno strumento con il nobilissimo scopo di preservare la memoria.
Ma non basta preservarla, bisogna diffonderla. La memoria dev’essere viva e protagonista del presente e la necessità è quella di usare il Famedio come punto di partenza per tramandare le storie dei varesini illustri e, in generale, portare a un’attenzione sempre maggiore verso l’identità del territorio.
In che modo? Realizzando eventi o corsi di approfondimento sulla storia locale, magari coinvolgendo anche le scuole?
I metodi sono molteplici.
Lo lanciamo come suggerimento alle Istituzioni cittadine.
Nel nostro piccolo, andiamo avanti a fare la nostra parte su queste pagine, scrivendo e costruendo parola dopo parola il nostro essere comunità.