La Fabbrica d’Organi Mascioni: due secoli di musica scolpita nel legno della Valcuvia

di Davide Sottocasa

Nel cuore della Valcuvia, dove le colline varesine incontrano il cielo, da quasi duecento anni risuona una storia fatta di passione, famiglia e maestria artigiana. È la storia della Fabbrica d’Organi Mascioni, nata nel 1829 quando Giacomo Mascioni aprì il suo laboratorio a Comacchio di Cuvio, in provincia di Varese.

Tutto ebbe inizio dopo le soppressioni napoleoniche. Due frati conventuali, Pasquale e Giuseppe Mascioni, tornati a Cuvio, riconobbero nel giovane nipote Giacomo un talento naturale e lo indirizzarono verso l’arte organaria. Formato a Varese presso il Canonico Della Valle della Basilica di San Vittore e grazie agli zii, Giacomo fondò la sua bottega nel 1829.

I primi strumenti presero vita per le chiese della zona e del vicino Canton Ticino. Presto lo affiancarono i figli Bernardo, Gaspare e Anacleto, con i quali costruì organi secondo lo stile lombardo dell’epoca.

Nel 1883 entrò in azienda Vincenzo, figlio dodicenne di Bernardo. Dopo la morte del padre nel 1890 e degli zii, il giovane Vincenzo prese in mano le redini della fabbrica, spostata intanto ad Azzio, mentre il fratello Enrico aprì una filiale a Milano. Sotto la loro guida l’azienda conobbe uno sviluppo straordinario.

Tra i lavori più importanti di quegli anni ci furono l’intervento sugli organi storici del Duomo di Milano nel 1904 e la presentazione di un grande strumento all’Esposizione Universale di Milano del 1906.
Nei primi decenni del Novecento si unirono all’impresa i sei figli di Vincenzo.

Nel 1937 la ditta consegnò il suo 500° organo alla chiesa di Cuvio, e fino alla morte di Vincenzo nel 1953 ne avrebbe costruiti altri duecento. Il segreto di questo successo stava anche nella fedeltà di generazioni di collaboratori, spesso provenienti da famiglie della zona con un’antica tradizione artigiana.

Negli anni Settanta entrano in azienda i figli di Ernesto, Eugenio, Enrico, Mario e il cugino Giovanni. In questa fase, grazie anche al ritorno al gusto per le trasmissioni meccaniche, si uniscono all’impresa anche i nipoti Andrea, figlio di Eugenio, e Giorgio, figlio di Enrico. Oggi, alla sesta generazione, Andrea e Giorgio Mascioni guidano l’azienda, continuando a unire sapienza antica e innovazione.

La Vincenzo Mascioni Srl ha realizzato oltre milleduecento organi nuovi e restaurato centinaia di strumenti storici.
Tra le sue opere più prestigiose spiccano il monumentale organo del Duomo di Milano (1937-1938), lo strumento della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, interventi nella Basilica di San Pietro in Vaticano, a Montecassino, Cremona, Parma, Brescia e il restauro dell’organo Antegnati del 1554 presso San Maurizio a Milano. I suoi organi hanno varcato i confini italiani, arrivando fino in Giappone e al Santuario di Fatima in Portogallo.

Oggi la sede storica di Azzio rimane un luogo vivo, dove ancora si disegnano, si costruiscono e si restaurano strumenti che continuano a far vibrare chiese e cattedrali in tutto il mondo.
Nelle foto raffiguranti il Maestro Giambattista Testone, organista della Basilica di Varese dal 1912, e il Maestro Paolo Conti, Maestro di Cappella e organista della Basilica dal 1937 al 1971, si ringrazia Davide Paleari per avercele gentilmente fornite.