di Andrea Bortoluzzi
Non solo tracotanza violenza e maleducazione. C’è tanta gente gentile educata e premurosa di cui nessuno parla. Sabato pomeriggio parto dalla mia residenza abituale a Venezia con un carico eccezionale. Faccio molta fatica a spingere la mia valigia. Al primo ponte sono in difficoltà: un signore dall’accento veneziano di mezza età si offre di aiutarmi e mi sbarca due ponti più in là. Arrivo al ponte di Calatrava quello che da Piazzale Roma mette alla Stazione di Santa Lucia: con evidente affanno faccio quattro gradini e mi si avvicina un giovane dall’accento meridionale che si offre di aiutarmi.
Poiché sono un po’ diffidente mi affianca gentile e mi fa compagnia assistendomi sino alla Stazione in compagnia della fidanzata. Quando devo salire sul treno è una operatrice di Italo che si fa carico di caricarmi la valigia e spingerla sino al posto assegnato. Arrivo in Stazione Centrale: una signora seduta qualche sedile discosto dal mio si offre di portarmi la valigia sin sulla piattaforma. La ringrazio e scendo in ascensore sino allo scivolo mobile verso la linea due della metropolitana.
Lì mi imbatto ancora nella mia vicina di posto in treno. ”Dove è diretto?” Mi apostrofa” . “Alla stazione di Piazza Cadorna” rispondo. Non esita un istante e si offre di accompagnarmi. Mi schermisco. Insiste. Afferra la pesante valigia e mi fa strada sino al vagone della metropolitana. Scopro che è stata da una amica a Verona, che lavora in un albergo Milanese e che abita a Baggio. “Ma la porto fuori strada – le dico – è davvero troppo gentile”. “La gentilezza che usi con gli altri ti ritorna indietro mi risponde”.
Una volta arrivati a Cadorna mi accompagna fuori dalla metro sino all’ingresso della Stazione. Ci congediamo. Mi lascia la valigia e mi sussurra “Chissà, ci incontreremo ancora su un treno”. L’abbraccio timidamente. Afferro la valigia mi volto: è svanita. La gentilezza non ha nomi ti viene a trovare senza che tu la chieda, e se ne va senza pretendere che tu ti debba sdebitare , non ha prezzo è gratuita , non è mai citata, anzi è potentemente ignorata ma esiste. E’ tutto così semplice: bisogna saperla prendere senza pregiudizi verso l’altro e senza pregiudizi darla all’altro. E’ un bello scambio che fa comunità.