Il passato è arrivato in piazza Monte Grappa dentro una teca, il presente ha il volto di circa 400 studenti e il futuro comincerà già domani, con la prima lezione. Giurisprudenza lascia il campus di Bizzozero e scende nel cuore di Varese, negli spazi della Camera di Commercio. Un trasloco che porta l’Università dentro la città e che, nel giorno dell’inaugurazione, sceglie di partire dalla memoria: quella della strage di Capaci e di chi ha pagato con la vita la difesa della legalità.
A tenere insieme questi tre tempi è stato anche il titolo scelto per la cerimonia, «Dalla Memoria nasce il Futuro». Al centro, la teca «Quarto Savona 15» con i resti dell’auto della scorta del giudice Giovanni Falcone, distrutta nell’attentato del 23 maggio 1992. Davanti a quella testimonianza hanno preso posto gli studenti che oggi studiano diritto e che domani saranno chiamati, nelle parole del capo della Polizia Vittorio Pisani, a far vivere quei principi nelle professioni e nelle istituzioni.
«Sarete voi, studenti di oggi e operatori del diritto domani, a garantire che il diritto e la legalità trovino la loro affermazione», ha detto Pisani, ospite d’onore dell’inaugurazione. Con lui la rettrice Maria Cristina Pierro, il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello, i rappresentanti degli studenti e le istituzioni del territorio.
Intanto il cambiamento è già molto concreto. Dove fino a ieri si entrava per incontrare il mondo delle imprese, da domani si entrerà anche per seguire una lezione. La Sala Immersiva è diventata un’aula da 60 posti; tra Sala Campiotti e gli altri ambienti sono oggi disponibili sei aule per complessivi 320 posti, oltre a segreteria didattica, studi per i docenti e spazi per gli studenti. La storica Sala Campiotti, affrescata nel 1939 da Giuseppe Montanari e affacciata sulla piazza con il suo balcone d’onore, ospiterà per quest’anno le lezioni in attesa delle due nuove aule da 90 posti ancora in fase di progetto.
Ma il progetto guarda oltre le porte della Camera di Commercio. È qui che il futuro immaginato dall’Insubria prova a mescolarsi alla vita quotidiana di Varese. Gli studenti avranno uno spazio dedicato al Miv, nella Sala Stella, e convenzioni nei locali e nei ristoranti del centro. L’accordo decennale tra Università e Camera di Commercio punta inoltre su tirocini, ricerca, iniziative culturali, rigenerazione urbana e attrattività.
«Siamo solo all’inizio», ha sottolineato la rettrice Pierro, indicando l’obiettivo: fare in modo che Varese venga percepita e riconosciuta come una vera città universitaria. Per Vitiello portare Giurisprudenza in piazza Monte Grappa significa invece «attrarre e trattenere i giovani», facendoli diventare protagonisti anche della vita economica del centro.
E il primo giorno di questa nuova storia è già scritto. Domani, 15 settembre, nella Sala Campiotti la prima lezione parlerà di diritto, giustizia, legalità e contrasto alla criminalità organizzata. Gli studenti incontreranno Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, caposcorta di Falcone, e Alessandra Cerreti, pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano. In piazza arriveranno anche circa 250 ragazzi delle scuole superiori per un incontro dedicato alle mafie e alla memoria.
Così il cerchio torna al punto da cui era partito: dai resti di un’auto distrutta nel 1992 a un’aula piena di ragazzi nel 2026. In mezzo ci sono trentaquattro anni di storia. Davanti, almeno nelle intenzioni, c’è una Varese un po’ più universitaria.
