Nel cuore assolato della Calabria, a Donnici Inferiore, piccolo borgo dei colli cosentini, il 19 ottobre 1943 nasce Pietro Macchione. Un luogo noto per le sue acque salutari e per il vino Donnici, che profuma di sole e antichi filari. È da questa terra silenziosa, carica di tradizioni, che parte il cammino di uno degli uomini destinati a lasciare un segno profondo nella cultura varesina e italiana: editore, docente, intellettuale, uomo di parola e memoria.
Dopo l’infanzia e gli studi a Cosenza, Macchione si forma al Liceo Classico e poi decide di trasferirsi a Roma per l’università. Sono gli anni ’60, gli anni del fermento politico e sociale, di una gioventù che discute, scrive, protesta. Inizialmente attratto dalla Giurisprudenza, capisce presto che il suo vero nome è la filosofia – quella disciplina che interroga la vita, la coscienza, il pensiero. Frequenta circoli culturali, scrive su giornali studenteschi, compone racconti e testi teatrali. L’atto di scrivere diventa presto un destino.
Una laurea in Lettere e l’ingresso nell’insegnamento segnano la sua maturità. Diventa professore nelle scuole superiori, prima a Venegono Superiore, poi all’ITC Tosi di Busto Arsizio e a Daverio di Varese. In parallelo, coltiva l’impegno politico e arriva a ricoprire il ruolo di Assessore all’Urbanistica. Negli stessi anni inizia la collaborazione con La Prealpina, entrando nel vivo della vita culturale varesina.
Varese diventa casa. Qui si sposa, insegna, costruisce relazioni, riconosciuto e accolto come uomo di pensiero e progettualità. Ma è nel 1994 che avviene la svolta decisiva: nasce la casa editrice Pietro Macchione Editore. Non una semplice impresa, ma una missione culturale. Da quel momento, la sua vita sarà totalmente dedicata alla costruzione e alla salvaguardia della memoria locale – non solo di Varese, ma dell’Italia dei luoghi, dei dialetti, delle tradizioni familiari, della storia non monumentale ma vissuta.
Macchione pubblica saggi storici, biografie, libri fotografici, raccolte popolari, romanzi di territorio. Collabora con università, enti locali, associazioni, con realtà come l’Università dell’Insubria, l’Università di Firenze, l’Unione degli Industriali. I suoi autori diventano narratori della provincia, custodi dell’identità. Partecipa ai più importanti premi letterari, come il Premio Chiara e il Premio Morselli. Raccoglie memorie, salva archivi privati, accompagna scrittori esordienti.
In un mondo che corre, Macchione ha scelto di fermare il tempo. Ogni libro, per lui, è una pietra miliare contro l’oblio. Non ha fondato solo una casa editrice: ha seminato coscienza storica.
Pietro Macchione moriva in data 19 gennaio 2026 all’età di 82 anni.
La sua scomparsa lasciava un vuoto umano e culturale importante.
