Quando dalla Schiranna si decollava per Stresa: Varese e la breve stagione degli idrovolanti di linea

Il 10 maggio 1931 Varese entrava, almeno per una stagione, nella geografia del trasporto aereo civile italiano. Quel giorno venne inaugurato il collegamento in idrovolante tra Varese e Stresa, con partenza dall’idroscalo della Schiranna, sulle acque del lago di Varese.

In quegli anni il territorio varesino era già profondamente legato all’industria aeronautica: la provincia di Varese, tra Macchi, SIAI e altre realtà del settore, stava costruendo una propria identità di “terra del volo”. Lo storico Andrea Curami ricorda infatti che nell’estate del 1931 la Schiranna fu collegata a Stresa con velivoli Macchi: unMacchi M.24, da sei passeggeri, e un Macchi M.18, da quattro passeggeri, con voli il giovedì, il sabato e la domenica. Il velivolo citato più spesso per quella linea è il Macchi M.24, idrovolante biplano a scafo centrale prodotto dall’Aeronautica Macchi. Nato inizialmente per impiego militare, il modello ebbe anche un utilizzo civile come aereo da trasporto passeggeri in voli di linea.

La rotta Varese–Stresa aveva un valore simbolico evidente: univa due località lacustri importanti, collegando il lago di Varese al bacino turistico del Verbano. L’idrovolante permetteva di immaginare una mobilità moderna, veloce, quasi futuristica per l’epoca, capace di trasformare l’acqua in pista e il paesaggio prealpino in scenario di viaggio.
Secondo la memoria locale, il biglietto di andata e ritorno costava 100 lire, una cifra che fa capire come il servizio fosse destinato a una clientela selezionata più che a un trasporto popolare.

Quella linea non ebbe lunga vita, ma resta un episodio affascinante della storia varesina: racconta una città che, per qualche mese, guardò al cielo partendo dall’acqua. La Schiranna non fu soltanto luogo di passeggio e sport, ma anche punto di decollo di un’idea di futuro.