Il progetto dimenticato sulle rive del lago. Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, mentre l’industria aeronautica varesina conquistava prestigio internazionale, prese forma l’idea di realizzare un aeroporto sulle sponde del lago di Varese. Un progetto ambizioso, rimasto sulla carta, che racconta una città proiettata verso il futuro.
Una Varese che voleva volare
Oggi, quando pensiamo alla Schiranna, immaginiamo il lungolago, le passeggiate, il canottaggio e le giornate trascorse sulle rive del lago di Varese.
Eppure, quasi un secolo fa, qualcuno immaginava per questa zona un destino molto diverso: trasformarla in un vero polo aeroportuale, capace di accogliere non soltanto idrovolanti, ma anche aeroplani con decollo e atterraggio su pista.
Non è però possibile considerare tutte le informazioni riportate come definitivamente verificate sulla base delle sole fonti citate. È documentato il ruolo di Varese e della Macchi nell’industria aeronautica e sono plausibili i collegamenti in idrovolante tra il lago di Varese e Stresa, ma il progetto di un aeroporto terrestre alla Schiranna, l’incarico all’ingegner Pedoja, la valutazione delle aree di Capolago e Calcinate e i dettagli pubblicati da La Prealpina richiedono il riscontro diretto di documenti d’archivio e articoli dell’epoca.
Il progetto dell’ingegner Pedoja
Fu in questo contesto che, secondo la ricostruzione proposta, maturò l’idea di dotare Varese di un aeroporto terrestre.
Le autorità cittadine avrebbero visto nella realizzazione di una pista un’opportunità per sostenere l’attività industriale della Macchi, ma anche per aprire nuove prospettive al trasporto di passeggeri e merci.
A studiare una possibile soluzione sarebbe stato l’ingegner Pedoja; tuttavia, senza l’indicazione precisa dell’archivio, della data e del documento di incarico, questo elemento non può essere considerato verificato in modo conclusivo.
L’obiettivo attribuito al progetto era individuare un’area capace di rispondere alle esigenze dell’aviazione civile e militare, mantenendo al tempo stesso un collegamento funzionale con le attività degli idrovolanti.
Sarebbero state prese in considerazione due zone: una verso Capolago e l’altra verso Calcinate. Anche questi dettagli necessitano di un riscontro documentale puntuale.
Una pista nei terreni della Schiranna
Un’ulteriore testimonianza sarebbe contenuta nella stampa locale dell’epoca.
Agli inizi degli anni Trenta, La Prealpina avrebbe affrontato la possibilità di dotare Varese di un campo destinato al volo turistico e al volo a vela, indicando tra le soluzioni alcuni terreni nelle vicinanze della Schiranna.
Per verificare l’affermazione occorrerebbe consultare le annate originali del quotidiano e citare l’articolo, la data e il contenuto esatto. Anche il riferimento agli spostamenti degli appassionati verso Cascina Costa, Vizzola Ticino e il Campo dei Fiori dovrebbe essere documentato con fonti specifiche.
Quando dalla Schiranna si partiva davvero in aereo
È plausibile, e va verificato attraverso gli orari e gli articoli dell’epoca, che dalla Schiranna partissero collegamenti in idrovolante.
Il 10 maggio 1931 viene indicato come data d’inaugurazione di un collegamento tra Varese e Stresa, effettuato con velivoli Macchi. La data, la natura del servizio, la frequenza dei voli e il punto preciso di partenza dovrebbero però essere confermati mediante fonti primarie, come giornali, manifesti, orari ufficiali o documentazione della compagnia.
Il riferimento alla breve stagione della linea Schiranna–Stresa può quindi essere mantenuto solo indicando chiaramente la fonte utilizzata.
Perché quell’aeroporto non venne costruito?
L’ambizioso progetto di un aeroporto cittadino non risulta, nella ricostruzione disponibile, essere arrivato alla realizzazione prevista.
Non è possibile stabilire con certezza un unico motivo dell’abbandono senza consultare la documentazione amministrativa e tecnica relativa al progetto.
È documentato che l’industria aeronautica varesina operò in diversi scali, tra cui Malpensa e Venegono, ma il collegamento diretto tra questi sviluppi e l’abbandono del progetto alla Schiranna richiede ulteriori prove.
Nel 1961, secondo la documentazione relativa all’Aero Club Adele Orsi, venne realizzato a Calcinate del Pesce un aeroporto destinato al volo a vela, grazie all’iniziativa della famiglia Orsi Mazzucchelli. Questo dato è verificabile attraverso le fonti ufficiali dell’aeroporto e dell’Aero Club.
Non si trattava comunque, per quanto risulta, della realizzazione integrale del precedente progetto di aeroporto civile: il rapporto di continuità tra le due iniziative è un’interpretazione e dovrebbe essere presentato come tale.
Un futuro immaginato quasi cent’anni fa
È plausibile che, negli anni Venti e Trenta, Varese guardasse al trasporto aereo come a una possibilità concreta di sviluppo. Tuttavia, per definire il progetto della Schiranna una prospettiva concreta e per attribuirgli caratteristiche precise, servono riferimenti archivistici verificabili.
L’aeroporto progettato nei pressi della Schiranna non risulta essere stato realizzato come scalo cittadino.
La storia conserva probabilmente tracce di discussioni, proposte e iniziative legate all’aviazione sulle rive del lago, ma il testo mescola elementi documentati, ricostruzioni giornalistiche e interpretazioni narrative. Prima della pubblicazione sarebbe quindi opportuno aggiungere le citazioni delle fonti primarie e distinguere chiaramente i fatti accertati dalle ipotesi.


