La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate contribuirà con il 30% della cifra necessaria una volta raggiunto il 70% attraverso le donazioni.
Dare a bambini e ragazzi la possibilità di avvicinarsi alla musica, anche quando le condizioni economiche della famiglia rischiano di trasformare una passione in un sogno irraggiungibile. È questo l’obiettivo di “La Musica che Unisce”, il progetto promosso da Amadeus attraverso una raccolta fondi sulla piattaforma Ginger della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, appartenente al Gruppo Bcc Iccrea. Un’iniziativa che punta a finanziare percorsi di formazione musicale, borse di studio e l’acquisto di strumenti da mettere a disposizione degli allievi, con particolare attenzione alla musica d’insieme, al canto corale e all’orchestra.
Questo il link per donare: https://www.ideaginger.it/progetti/la-musica-che-unisce.html. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate contribuirà con il 30% della cifra necessaria una volta raggiunto il 70% attraverso le donazioni. «Abbiamo scelto questa formula perché crediamo che il valore di un’iniziativa non si misuri soltanto nelle risorse economiche che riesce a mobilitare, ma anche nella capacità di coinvolgere le persone attorno a un obiettivo condiviso. È un modo concreto di interpretare la cooperazione: ciascuno fa la propria parte e il risultato finale è più grande del contributo del singolo. Raggiungere il 70% significa quindi non soltanto raccogliere donazioni, ma dimostrare che una comunità riconosce il valore di un progetto e sceglie di farlo proprio», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, del gruppo Bcc Iccrea.
L’idea nasce da una convinzione che accompagna Amadeus da quasi trent’anni: la grande musica deve essere un patrimonio accessibile a tutti, non un privilegio riservato a chi può permetterselo. Perché dietro la scelta di imparare a suonare un violino, un violoncello o un pianoforte, oppure di entrare in un coro, ci sono spesso costi che possono scoraggiare le famiglie ancora prima che i ragazzi abbiano la possibilità di scoprire il proprio talento. «Il momento è complicato e ci sono giovani che avrebbero voglia di cimentarsi con la musica, ma che magari hanno poche possibilità», spiega il maestro Marco Raimondi, illustrando le ragioni del progetto. L’obiettivo è proprio quello di abbattere, almeno in parte, le barriere economiche che impediscono di iniziare un percorso musicale, offrendo non soltanto lezioni, ma anche gli strumenti necessari per frequentarle.
«Ci sono passioni che possono cambiare il percorso di una vita, ma che rischiano di non nascere nemmeno se manca la possibilità di fare il primo passo. Non possiamo sapere quanti talenti rimangano inespressi semplicemente perché una famiglia non può sostenere il costo delle lezioni o l’acquisto di un violino, di un violoncello o di un pianoforte. Possiamo però fare qualcosa di concreto perché questo accada sempre meno – continua Scazzosi – Per questo chiediamo al territorio di partecipare: perché dietro ogni donazione non c’è soltanto uno strumento da acquistare o una lezione da finanziare, ma la possibilità di aprire una strada che, senza quell’aiuto, potrebbe rimanere chiusa».
Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa riguarda, infatti, l’acquisto di strumenti musicali, soprattutto quelli destinati alla formazione orchestrale. Violini, violoncelli, tastiere e altri strumenti potranno essere affidati agli allievi in comodato d’uso gratuito, evitando alle famiglie di dover affrontare immediatamente una spesa importante. «Quando un ragazzo è alle prime armi, acquistare un violino o un violoncello, soprattutto nelle misure adatte ai più piccoli, non è affatto scontato», osserva Raimondi. «Noi vorremmo poter dire a chi desidera provare a studiare musica: ti mettiamo a disposizione uno strumento buono, uno strumento valido sul quale puoi cominciare. Poi, se scopri che ti piace, se nasce una passione, potrai anche decidere di comprarne uno tuo. Ma intanto hai la possibilità di iniziare con uno strumento che suona davvero». Un particolare tutt’altro che secondario. La qualità dello strumento con cui si muovono i primi passi può influire sull’esperienza di apprendimento e sul desiderio di proseguire. Uno strumento inadeguato, difficile da suonare o incapace di restituire un suono soddisfacente, rischia di trasformare la curiosità iniziale in frustrazione. Al contrario, poter studiare fin da subito con uno strumento valido significa avere maggiori possibilità di appassionarsi e di costruire un rapporto duraturo con la musica.
La raccolta fondi, quindi, non punta semplicemente ad acquistare attrezzature, ma a costruire un patrimonio di strumenti che possa essere utilizzato nel tempo, passando da un allievo all’altro e moltiplicando le opportunità di accesso alla formazione musicale. Se le donazioni dovessero superare l’obiettivo economico previsto, le risorse aggiuntive potranno essere destinate all’acquisto di ulteriori strumenti, ampliando così il numero dei beneficiari. «Questo è qualcosa di profondamente vicino alla nostra identità di banca cooperativa in questa idea di mettere una risorsa a disposizione di più persone, affinché ciascuna possa costruire il proprio percorso», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.
Il progetto ha anche una dimensione educativa e sociale che va ben oltre l’insegnamento delle note. Per Amadeus, infatti, il coro e l’orchestra rappresentano luoghi nei quali si impara ad ascoltare gli altri, a rispettare i tempi comuni, a collaborare e a riconoscere il valore del contributo di ciascuno. Esperienze che aiutano bambini e adolescenti a sviluppare fiducia in sé stessi, capacità di relazione e senso di appartenenza.
In un’orchestra nessuno suona davvero da solo. Ogni strumento ha una propria voce, ma è dall’incontro con le altre che nasce l’armonia. Lo stesso accade in un coro, dove le singole voci diventano parte di un risultato collettivo. È proprio questo il significato più profondo del titolo scelto per la campagna: “La Musica che Unisce”.
Amadeus può già contare sulla sede della propria Accademia a Rescaldina e sugli spazi messi a disposizione per le attività didattiche nelle aree del Gallaratese e del Legnanese. Una presenza radicata nel territorio che costituisce la base organizzativa per trasformare le donazioni in opportunità concrete di formazione e aggregazione.
Il programma che si intende realizzare prevede un corso di dieci lezioni di canto corale, della durata di due ore ciascuna, destinato a venti allievi, e un corso di dieci lezioni di strumento musicale, di un’ora ciascuna, rivolto a dieci partecipanti. Le risorse raccolte serviranno a coprire interamente i costi degli insegnanti e delle assicurazioni, a fornire il materiale didattico necessario e ad acquistare strumenti da studio, tra cui tastiere digitali, chitarre, violini e una batteria elettronica.
Al termine delle lezioni è previsto anche un concerto finale, durante il quale gli allievi potranno condividere con le famiglie e con la comunità i risultati del lavoro svolto. A ciascun partecipante verrà consegnato un attestato. Sarà un momento di festa, ma anche l’occasione per mostrare come il sostegno ricevuto possa trasformarsi in competenze, relazioni e nuove passioni.
Per Amadeus, ogni contributo rappresenta qualcosa di più di una semplice donazione. Può significare il primo violino nelle mani di un bambino, la possibilità di partecipare a una lezione di canto, l’ingresso in un’orchestra o la scoperta di un talento che altrimenti rischierebbe di rimanere inespresso. «A volte basta poco per scoprire una passione: una prima nota, un incontro, qualcuno con cui condividerla», ricorda Amadeus nel messaggio che accompagna la campagna. Ed è proprio da questa idea che prende forma l’iniziativa: offrire a nuovi bambini e ragazzi la possibilità di imparare, crescere e fare musica insieme.
Perché un violino lasciato nella sua custodia è soltanto uno strumento che aspetta di essere suonato. Nelle mani di un ragazzo che non avrebbe potuto permetterselo, può diventare l’inizio di una storia. E quando quella prima nota incontra le altre, può nascere qualcosa di ancora più grande: un’orchestra, un’amicizia, una comunità.
